Donna denuncia: ‘Sono stata picchiata dall’avvocato Arnone’. La replica: ‘Falso’

L’avvocato Giuseppe Arnone di Agrigento avrebbe picchiato una donna sua cliente e il figlio di quest’ultima avrebbe voluto vendicarsi ma è stato bloccato in tempo dai carabinieri. I fatti si sono verificati dentro e fuori lo studio dell’avvocato Arnone nell’ambito dello svolgimento della sua attività professionale.

La denuncia dei fatti da parte della donna è del 24 settembre scorso. La storia è raccontata sul settimanale Grandangolo in edicola. La donna, un’agrigentina dipendente dell’Asp, avrebbe dichiarato ai carabinieri: “Ho avuto l’impressione che l’avvocato Arnone piuttosto che tutelare i miei interessi, tutelasse quelli della controparte”.

“L’avvocato Arnone prima mi ha strattonato prendendomi per un braccio nel tentativo di farmi firmare una procura che non volevo fare, poi mi ha preso a schiaffi ed inoltre ho evitato una testata parandomi con il braccio”. La donna, si è fatta medicare in ospedale dove i medici hanno certificato lesioni guaribili in cinque giorni. Referto che è stato allegato alla denuncia. Poi il figlio ha appreso la notizia e avrebbe voluto vendicarsi colpendo Arnone con una chiave tubolare in ferro lunga una trentina di centimetri. La donna ha avvisato i carabinieri, che sono intervenuti per fermarlo in tempo davanti lo studio dell’avvocato.

Non si è fatta attendere la replica dell’avvocato e consigliere comunale di Agrigento Giuseppe Arnone: “L’unico stress fisico del colloquio – così spiega i fatti – è stato quello di uno strattonamento del braccio accompagnato da frasi come ‘devi essere una mamma che deve sempre pensare ai figli’.  Intendo mantenere su tutta la vicenda, che si è già chiarita e definita, il massimo di riservatezza – prosegue Arnone – e mi sto limitando a fornire questi chiarimenti solo in relazione alle notizie, contrarie al vero, diffuse e che potrebbero far ritenere che io, nella mia professione, non avessi nel modo migliore tutelato una persona e la sua famiglia, meritevoli di ogni sforzo. La vicenda – prosegue l’avvocato Arnone – per quanto mi riguarda, pur nei suoi molto tristi e dolorosi aspetti, è già definita perché ho avuto modo di consegnare agli organi competenti l’amplissima documentazione di riscontro dei fatti, verificabili altresì mediante l’agevole audizione degli altri avvocati che nelle ultime settimane avevano seguito la vicenda e le sue tensioni. Per quanto mi riguarda l’intera vicenda ha visto comportamenti assolutamente coerenti con il mio sistema di valori in quanto, peraltro, l’aver strattonato un’amica per un braccio richiamandola ai suoi doveri nei confronti dei figli, non mi pare affatto un atto di cui dovermi vergognare”.