Beni confiscati alla mafia, cinque posti di lavoro a Naro

Dalla confisca all’assegnazione fino alla creazione di cinque posti di lavoro. E’ quasi pronto a produrre i frutti della legalità il compendio di beni confiscati alla mafia a Naro, in contrada Robadao, comprensivo di alcuni appezzamenti di terreno da coltivare e un moderno centro sociale realizzato dal Consorzio agrigentino legalità e sviluppo nell’ambito del progetto pilota “Libera Terra Agrigento” con il Pon “sicurezza per lo sviluppo del mezzogiorno d’Italia”.


La commissione – presieduta dalla vice prefetto di Agrigento e componente il Cda del Consorzio Giovanna Termini – ha valutato l’idoneità di 67 candidati nei vari profili professionali, su un totale di circa 120 domande pervenute al Consorzio e sottoposte ad una prima selezione sulla base dei titoli e dei rispettivi curricula professionali. I colloqui si sono svolti a luglio. Ieri, al Comune di Canicattì, la commissione ha provveduto ad approvare in via definitiva le graduatorie relative ai vari profili professionali che ora saranno trasmesse al Cda  e all’associazione Libera di don Ciotti che potrà così dare avvio al corso di formazione, al quale saranno chiamati a partecipare i candidati che si sono collocati ai primi due posti per ciascun profilo. Il corso durerà circa un mese e inizierà nella prima decade di novembre. “L’azione unitaria tra sindaco di Naro, il Consorzio Agrigentino Legalità e Sviluppo, l’associazione Libera, e la Prefettura – ha dichiarato Mariagrazia Brandara, presidente del Cda del Consorzio – ha dato prova che è possibile farcela, è possibile convertire e bonificare un frutto avvelenato dalla mafia, lo Stato vince sempre”.