D’Orsi denuncia irregolarità in Consiglio provinciale, duro attacco a Buscemi

Denuncia del presidente D’Orsi su presunte irregolarità nella gestione dei lavori dell’ultimo Consiglio provinciale. Durissimo attacco al presidente dell’Aula Giglia Raimondo Buscemi. “Con riserva – scrive D’Orsi – di ricorrere nelle competenti sedi qualora emergessero eventuali profili di responsabilità civili e/o penali”.

Il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi, ha inviato all’assessorato regionale alle Autonomie locali, al Prefetto, al presidente del Consiglio provinciale, ai capigruppo e al direttore generale dell’Ente una nota con la quale segnala presunte irregolarità nel corso dell’ultima seduta consiliare.

Irregolarità che secondo D’Orsi si sarebbero verificate nel corso della trattazione punto all’ordine del giorno relativo alla “proposta numero 86 del 28 settembre 2011 del settore Affari generali e segreteria generale – Modifica regolamento per adunanze e il funzionamento dei Consiglio provinciale e delle commissioni consiliari”.

Secondo D’Orsi,  la proposta sarebbe stata inserita all’intero dell’ordine del giorno in maniera irregolare in quanto “tutte le proposte di deliberazione redatte dai settori dell’Ente, prima di essere poste all’ordine del giorno, su espressa direttiva del direttore-segretario generale, devono essere ‘vistate’ dallo stesso”.

Illegittima, sostiene D’Orsi, anche la convocazione urgente della commissione consiliare competente ad esprimere parere sulla proposta.

Altre presunte irregolarità  sono state segnalate da D’Orsi:  “Tanto si rappresenta – conclude il presidente  – per l’adozione di eventuali provvedimenti di competenza, non potendo fare a meno di porre all’attenzione di codesto assessorato che, tenuto conto della gravità delle irregolarità e illegittimità poste in essere, può non apparire inverosimile ritenere che tutta la condotta tenuta dal presidente del Consiglio provinciale e dei suoi collaboratori sia stata improntata a una impropria accelerazione delle procedure, con conseguente lesione delle prerogative dei consiglieri, per un oscuro scopo che sfugge allo scrivente; con riserva di ricorrere nelle competenti sedi qualora emergessero eventuali profili di responsabilità civili e/o penali”.