Bufera alla Provincia, Arnone a fianco di D’Orsi: ‘Ridimensioniamo la vicenda’

“Le 40 piantine, il pranzo da 300 euro: dimensioniamo la vicenda e si faccia chiarezza al più presto”. Così il consigliere comunale ecologista di Agrigento Giuseppe Arnone inizia a commentare l’inchiesta che vede indagato i presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi, per l’ipotesi di concussione, peculato e truffa. Nell’inchiesta coinvolti altri tredici persone, tra tecnici e funzionari della Provincia.

“In questi anni – scrive Arnone – ho talvolta criticato D’Orsi, ma ne ho soprattutto apprezzato il coraggio con il quale ha tagliato, facendo pulizia, situazioni di sperpero, clientela e malaffare: gli agrigentini devono ringraziarlo per avere licenziato Massinelli, vero vampiro delle casse provinciali (oltre che del bilancio regionale), per aver azzerato l’APEA, altra fonte di inutili sprechi, ente mangiasoldi di gettoni di presenza e indennità, per aver inviato in archivio il folle progetto dell’aeroporto di Racalmuto.

Per queste ragioni, ho ritenuto e tuttora ritengo di poter inserire D’Orsi tra i politici insensibili alla corruzione.  Avendo letto le accuse a lui mosse dalla Procura di Agrigento, mi sono permesso di chiamarlo e, per mia autonoma decisione, intendo rendere pubblico il colloquio.

Gli ho chiesto, in particolare, notizie della vicenda che sta sui titoli dei giornali, cioè quella delle 40 palme. D’Orsi mi ha spiegato che tratta vasi di 40 piantine, al disotto dei 30 cm, complessivamente del valore di una cassata, o di una bella torta gelato, cioè tutte assieme le 40 piantine, valgono poco più di 50 euro.

Leggo adesso sui giornali – prosegue Arnone – che tra le contestazioni vi sarebbe un pranzo o una cena da 300 euro, cioè un’altra vicenda  che può essere frutto di leggerezza, sciatteria, trascuratezza. Qui stiamo parlando, al momento, di pranzi da trecento euro, di cento euro di piantine e di sconti o pseudo tali, nell’ordine di qualche migliaio di euro, ottenuti da imprese.

Massima fiducia nella Magistratura e, nel contempo, massimo amore per la verità. E massimo rispetto per la dignità. Per questa ragione, chiedo con forza a D’Orsi di scegliere se vuol fare il cittadino – imputato che adotta tutte le strategie che vuole, anche quella del silenzio o, se vuol continuare a fare il politico che aspira al consenso della gente. Per cui, la mia pubblica richiesta a D’Orsi è: o sceglie di difendersi da cittadino, anche con il silenzio – e in questo caso, a mio parere, non può continuare ad amministrare – o, se vuol continuare a fare politica, convochi i giornalisti e sia trasparente, fornisca tutti i chiarimenti possibili. E se vuole chiarire, ed è in grado di farlo, mi avrà politicamente e immediatamente al suo fianco. Ritengo D’Orsi un uomo coraggioso, e sono certo – conclude Arnone – che sceglierà la seconda ipotesi”.

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