Nuova retata antidroga a Canicattì: sedici arrestati

Retata antidroga della polizia nel canicattinese. Poliziotti del Commissariato di Canicattì e agenti della Squadra mobile di Agrigento hanno eseguito nella notte 27 ordinanze – 16 di custodia cautelare in carcere e 11 obblighi di dimora – nei confronti di altrettante persone accusate di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e rapina.

L’operazione è stata denominata “Strike”. In manette sono finiti soggetti dediti allo spaccio di droga nelle zone del comprensorio canicattinese. Circa 150 i poliziotti impegnati, su ordine della Procura della Repubblica di Agrigento. L’ordinanza è stata firmata dal gip del tribunale di Agrigento Luca D’Addario, su richiesta del sostituto procuratore Andrea Bianchi e dell’aggiunto Ignazio Fonzo. L’inchiesta ha permesso di smantellare una rete di spacciatori, che riforniva di droga le province di Agrigento e Caltanissetta. Alcuni indagati sono chiamati a rispondere anche di numerosi episodi di danneggiamento ed intimidazione.

 

Ecco tutti i nomi degli arrestati e sottoposti ad obblighi di dimora: in carcere: Diego Paci, Giovanni Magro, Francesco Milanese, Vincenzo La Morella, Salvatore Carlo Sammartino, Giacinto Corbo, Calogeto Messina, Rosario Comparato, Mirko Messina, Diego Cutaia, Gaspare Facciponte, Emanuele Giuseppe Garozzo, Danilo Fazio, Vincenzo Mongitore, Diego Messina, Ben Brahem Hosni. Ai seguenti soggetti è stato imposto il divieto di dimora in provincia di Agrigento Vincenzo Gioachino Tiranno, Kebaier Neji, Diego Scibetta, Luca Ivan Alaimo, Filippo Cutaia, Ivan Napoli, Daniele Avanzato, Salvatore Ragazzo, Giuseppe Falzone, Giovanni Milana, Ouldji Sebti detto “Kamel”. L’ordinanza  è stata  emessa dal Gip presso il Tribunale di Agrigento, Luca D’addario, su richiesta avanzata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Andrea Bianchi, del dipartimento reati in materia di Stupefacenti e contro la Pubblica amministrazione – coordinato dal Procuratore della Repubblica Aggiunto, Ignazio Fonzo.  Il provvedimento cautelare è il risultato di un assiduo lavoro investigativo svolto sin dal 2009 da parte del Commissariato di P.S. di Canicattì in relazione a molteplici condotte delittuose poste in essere all’interno della Provincia di Agrigento e più in particolare nei Comuni di Canicattì ed in quelli limitrofi. Molteplici le attività delittuose disvelate in quanto l’indagine ha avuto ad oggetto numerosi temi investigativi. In particolare va evidenziato che la p.g.  ha accertato che tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, a Canicattì si verificavano ripetuti reati contro il patrimonio e contro la persona (rapine, furti, danneggiamenti, incendi di autoveicoli, aggressioni). Gli iniziali accertamenti di rito, posti in essere dalla p.g., per tentare di addivenire all’identificazione degli autori dei reati, consentivano di indirizzare le prime indagini verso alcuni giovani canicattinesi alcuni dei quali già noti alle Forze dell’Ordine, come pregiudicati operanti nel suddetto Comune. La p.g. operante aveva modo, sin dall’inizio della propria attività di indagine, di verificare il particolare modo di agire posto in essere dagli ignoti autori dei reati, per portare a termine gli stessi; ad esempio, durante la rapina compiuta in data 25/11/2009 ai danni di Lucio Drogo, impiegato presso il distributore “Esso” di via Calvi, avevano operato due persone con il viso coperto da calza da donna che si erano impossessati dello zaino della vittima contenente l’incasso giornaliero ammontante a circa 4.500,00 euro. Medesime modalità operative si riscontravano nella rapina commessa la notte del 7 gennaio 2010, laddove avevano agito due persone con il viso coperto da calza da donna, le quali avevano asportato circa € 300,00 dalla cassa dell’esercizio commerciale denominato “Carom Cafè” sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola del proprietario). Nella rapina commessa l’8 gennaio 2010 aveva invece agito un rapinatore solitario che, dopo averne atteso l’arrivo davanti casa, aggrediva con un coltello Gioacchino Pace al termine del proprio turno di lavoro di benzinaio, sottraendogli appena € 20,00, solo perché la vittima non aveva con se altro denaro. L’acquisizione di gravi precisi e concordanti indizi di colpevolezza, raccolti in esito alle citate indagini di Polizia Giudiziaria, ha determinato la Procura della Repubblica di Agrigento a richiedere l’adozione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale sussistendo tutte le esigenze cautelari previste dal codice di rito. Il Gip, pertanto, valutando positivamente quanto prospettato dalla Procura della Repubblica, ha accolto la richiesta disponendo la misura cautelare, per la cui esecuzione è stata delegata la forza di polizia che ha svolto le indagini delegate dall’Ufficio del Pubblico Ministero.  Le investigazioni di Polizia, come detto su direttive della Procura della Repubblica, sono state dispiegate, e tuttora proseguono anche in relazione ad altre fattispecie di reato in particolare contro la pubblica Amministrazione, ad opera della Squadra Mobile della Questura di Agrigento – retta dal Questore   Giuseppe Bisogno – alle dipendenze del dirigente Alfonso Iadevaia e del Commissariato della Polizia di Stato di Canicattì alle dipendenze del dirigente Corrado Empoli.