‘Ingiustamente ai domiciliari’, risarcimento per commercialista di Siculiana

Sarà risarcito dallo Stato poiché ingiustamente coinvolto  nell’inchiesta antitruffe denominata “Inganno”, condotta dai carabinieri e dalla Procura della Repubblica di Agrigento, che nell’aprile del 2007 sfociò nell’esecuzione di varie misure cautelari in carcere e ai domiciliari.

Si tratta del commercialista Salvatore Palilla, 42 anni, di Siculiana, attualmente assessore comunale, per il quale, dopo circa un anno dall’operazione che lo costrinse una ventina di giorni ai domiciliari, la stessa Procura aveva richiesto l’archiviazione riconoscendo la totale estraneità ai fatti contestati. Adesso, la competente sezione della Corte d’Appello di Palermo che si occupa dei risarcimenti per ingiusta detenzione, accogliendo il ricorso presentato subito dopo l’archiviazione, ha determinato il risarcimento per i danni morali, all’immagine e alla sua attività professionale cagionati al commercialista Salvatore Palilla, che è stato assistito dall’avvocato Giuseppe Piro ed Enrico Quattrocchi. Non è stato possibile conoscere l’ammontare del risarcimento accordato. “Sono molto soddisfatto di questo importante risultato raggiunto, io sono sempre stato completamente estraneo ai fatti, fui indagato ingiustamente e fu subito archiviata l’inchiesta nei miei confronti, adesso viene ulteriormente fatta giustizia”, ha commentato la sentenza il commercialista Palilla. L’operazione “Inganno” scattò all’alba del 28 aprile 2007, impegnò un’ottantina di militari dell’Arma, furono arrestate dieci persone per truffa: alcune finirono in carcere, altre ai domiciliari. L’indagine avrebbe fatto luce su una banda dedita principalmente alla commissione di truffe a danno di aziende e società di credito: attraverso operazioni fasulle, grazie a un’impresa fantasma, avrebbero truffato decine e decine di imprese siciliane e nazionali. Gli indagati patteggiarono le pene. Per Palilla l’inchiesta fu archiviata, adesso arriva il risarcimento.