Truffa ai danni dello Stato, sequestrata l’ex chiesa Itria di Agrigento

Al termine di complesse indagini dirette e coordinate dalla locale Procura della Repubblica – Dipartimento Pubblica Amministrazione, i Finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Palermo avrebbero individuato una ingente truffa perpetrata da 10 soggetti a danno dei fondi comunitari di cui al Piano Operativo Regionale (P.O.R.) Sicilia 2000/2006, destinati alla valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale della regione, al sostegno dello sviluppo socio-economico e alla promozione di un turismo sostenibile.

Le indagini, iniziate nel 2008 e coordinate dal Procuratore Aggiunto Dott. Leonardo Agueci e dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dottoressa Maria Forti, hanno riguardato i finanziamenti percepiti da due Società di Palermo per la realizzazione di alberghi a “4 stelle” nelle province di Palermo ed Agrigento.

All’esito dell’attenta analisi del carteggio presentato dalle due Società all’Assessorato Regionale al Turismo nonché di mirati controlli incrociati, la Guardia di Finanza ha individuato un complesso meccanismo fraudolento consistente nella predisposizione di documenti falsi e fatture per operazioni inesistenti finalizzati all’indebito ottenimento di erogazioni pubbliche per 1 milione di euro circa, giustificate prospettando all’Ente erogatore ingenti spese in realtà mai sostenute o sostenute in minima parte.

Tra le spese – fittiziamente documentate anche ricorrendo a false dichiarazioni di “stato avanzamento lavori”, false perizie giurate e falsi progetti – spicca l’acquisto del complesso monumentale “ex chiesa” dell’Itria, ad Agrigento, costruzione dall’inestimabile valore artistico, storico e culturale risalente al Cinquecento. In tale pregevole complesso immobiliare, le Società coinvolte nella truffa avevano dichiarato l’intenzione di realizzare una lussuosa struttura alberghiera, ma in totale assenza di qualsivoglia autorizzazione del Comune e della locale Soprintendenza per i beni culturali e ambientali (trattandosi, ovviamente, di luogo sottoposto a “vincoli”).

L’attività investigativa dei militari del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo ha smascherato le complesse operazioni finanziarie e gli altri artifizi contabili strumentalmente posti in essere dagli indagati per rendicontare gli ingenti contributi percepiti.

All’esito delle indagini, sono stati sottoposti a sequestro preventivo, ai fini della successiva confisca, beni e disponibilità finanziarie sull’intero territorio nazionale per un valore di oltre 2,5 milioni di euro, di cui oltre 500 mila in disponibilità finanziarie (sequestrati nella forma “per equivalente”) e 2,2 milioni corrispondenti al valore economico del complesso monumentale “ex chiesa” dell’Itria e di 5 immobili, utilizzati dalle 2 Società per frodare lo Stato.

Le indagini proseguono anche per verificare eventuali responsabilità ascrivibili a pubblici funzionari i quali, omettendo i prescritti controlli e riscontri, potrebbero di fatto aver agevolato la commissione dell’ingente truffa scoperta dalle Fiamme Gialle.