Disservizi Girgenti Acque, modificato regolamento Ato

Potranno essere realizzate direttamente dai privati le opere idriche oltre che nelle aree di nuova urbanizzazione anche nelle zone già urbanizzate ma non servite da reti aziendali. Lo stesso vale per le opere fognarie. Inoltre sono state aumentate a 300 euro le penali per gli “indennizzi automatici”.

Viene anche data la possibilità agli utenti di realizzare in proprio i cosiddetti “appresamenti”. E’ quanto prevedono gli emendamenti al “Regolamento di utenza” e alla “Carta dei servizi” contenuti nell’ultima delibera dell’Ato idrico di Agrigento, presieduta da Eugenio D’Orsi, approvata all’unanimità dei presenti nell’ultima seduta accogliendo le proposte formulate dal sindaco di Cattolica Eraclea Cosimo Piro. “In pratica, per quanto riguarda i lavori di allacci tubature  e riparazioni anche fognarie – spiega Piro – gli utenti potranno provvedere da soli, rivolgendosi a loro imprese di fiducia e non necessariamente all’ente gestore Girgenti Acque al quale tuttavia dovrà essere avanzata un’istanza. Inoltre, in relazione alle riparazioni dei guasti alla rete idrica a carico di Girgenti Acque che devono essere eseguiti entro quindici giorni dalla segnalazione, è stata aumentata la penale: significa che se l’ente gestore non interviene in tempo pagherà 300 euro per ogni giorno di ritardo”. Non solo: le proposte di Piro, approvate dall’assemblea dell’Ato idrico, prevedono anche la sospensione delle bollette “pazze” formulate secondo calcoli “sbagliati”. Un provvedimento che avrebbe effetti anche nel capoluogo di provincia dove “l’Adiconsum Agrigento invita il sindaco Zambuto a  sospendere le fatture concernenti il maggior consumo di acqua per l’anno 2006 notificante recentemente agli agrigentini”. Lo fa sapere con una nota il responsabile provinciale dell’Adiconsum agrigentina, Alfonso Scanio. “E’ chiaro – secondo l’Adiconsum – che tali atti riportano consumi calcolati sulla base delle letture ufficiali effettuate da Girgenti Acque Spa nel periodo settembre-ottobre 2009. Dati che sono adesso utilizzati dal Comune per calcolare dei consumi che, di fatto, non sono veritieri oltre che abnormi rispetto alla capacità di accumulo disponibile per gli utenti (recipienti) e la tempistica relativa ai turni di erogazione dell’acqua in passato.  E’ noto a tutti – prosegue Scanio – che tali turni, soprattutto nel periodo estivo, arrivavano a quindici giorni se non di più e molta gente era costretta a comprare l’acqua dai privati mediante autobotti. Allora ci si chiede com’è possibile che taluni consumi attribuiti alle utenze per l’anno 2006 superino perfino i 2 metri cubi al giorno? Come mai, nelle medesime fatture, sono considerati i costi di depurazione quando è risaputo qual è la realtà circa il servizio di depurazione ad Agrigento?”.