Ribera, attivato tavolo tecnico antidroga

Grande partecipazione al tavolo tecnico indetto dal sindaco Carmelo Pace e dall’Amministrazione comunale per affrontare concretamente la problematica legata all’uso e all’abuso di alcol e stupefacenti a Ribera e in tutto il territorio.

 

Si è svolto ieri pomeriggio presso la Sala dei Sindaci del Palazzo di Città, piena di addetti ai lavori (sociologi, psicologi, responsabile del Sert); rappresentanti delle forze dell’ordine, delle associazioni culturali, di volontariato e sportive, delle consulte, delle pastorali; istituzioni politiche, scolastiche ed ecclesiali.

“Il tavolo è stato indetto – ha affermato il sindaco Carmelo Pace – perché purtroppo dobbiamo constatare che il consumo di alcol e stupefacenti ha ormai raggiunto il limite di guardia nel nostro territorio così come in molte altre parti d’Italia e occorre darsi da fare per cercare di invertire questa negativa tendenza. Intervenire è un dovere di tutti”.  Nel corso dell’incontro ognuno dei presenti ha espresso la propria opinione. Tra gli altri, attraverso il suo prezioso intervento il dott. Falco responsabile del Sert ha evidenziato che nel nostro territorio le percentuali di chi fa uso e abuso di alcol e stupefacenti sono davvero alte. Si è cercato di mettere sul tavolo già le prime considerazioni e idee finalizzate a creare concretamente azioni di sensibilizzazione e risolutive della problematica.

“E’ fondamentale – ha aggiunto il primo cittadino – fare sistema, perché solo attraverso l’unione di forze e idee è possibile porre freno a questa grave situazione. Dobbiamo subito darci da fare attraverso le campagne di sensibilizzazione e tutti i metodi che si riterranno opportuni, coinvolgendo i giovani, le famiglie, le scuole, le associazioni, le forze dell’ordine, la chiesa. Questo primo incontro è stato molto proficuo, per lo scambio di idee che è stato possibile grazie alla grande partecipazione che si è registrata. Adesso, nel giro di pochi giorni ci incontreremo nuovamente iniziando concretamente a programmare il da farsi”.