‘Difendiamo l’acqua della Quisquina’, lettera aperta a Bersani

Riceviamo e pubblichiamo. “Lettera aperta al Segretario nazionale del Partito Democratico on. Pier Luigi Bersani ed al Segretario del PD Sicilia on. Giuseppe Lupo”


Cari segretari

I sottoscritti Circoli ed amministratori locali del PD

nel ricordare che con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l’abrogazione sia della norma  che imponeva agli enti locali la privatizzazione dei servizi pubblici che la norma  che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito”;

allarmati dal fatto che sono in elaborazione provvedimenti legislativi che paiono mettere in discussione tale pronunciamento popolare;

rilevato che in Sicilia, nonostante le  proposte di legge presentate per la ripubblicizzazione dell’acqua, il provvedimento tarda ad arrivare, mettendo in pericolo le risorse idriche della nostra terra, che per quanto  riguarda la provincia di Agrigento sono esposte al rischio di sfruttamento intensivo da parte della Girgenti Acque S.p.A. che gestisce il S.I.I.;

evidenziato che

  • in provincia di Agrigento il bacino idrico “Acquifero della Quisquina” negli anni,  con le sue sorgenti (in parte gestite dall’E.A.S. ed in parte dai consorzi Voltano, Tre Sorgenti, Alessandria-Cianciana), ha contribuito in maniera determinante, con circa 300 litri di acqua al secondo, a dissetare tanti comuni dell’agrigentino e del nisseno;
  • che nel tempo esso è stato oggetto di una serie di azioni che hanno interferito con le sorgenti spontanee ed hanno portato ad un progressivo depauperamento delle risorse idriche del bacino;
  • che nella relazione su “Ricerche  idriche e studio idrogeologico e geochimico della falda idrica di S.Stefano”, i professori Rosario Alaimo e Antonio Daina, docenti di geochimica e di geologia applicata dell’Università di Palermo concludevano che  “l’emungimento di una falda idrica attraverso pozzi non è un fatto naturale e lo è ancora meno per questo tipo di falda dell’area intorno a S.Stefano Quisquina che ha la caratteristica di restituire attraverso emissioni naturali tutta l’acqua che riceve per infiltrazioni.[…]
  • che dalla delibera della Giunta Regionale di Governo n. 347 del 30/11/2011 con cui è stato approvato il Piano Regolatore Generale degli Acquedotti della Regione Siciliana  si evince che i pozzi Margimuto ex Montedison andrebbero ad alimentare l’Acquedotto Voltano con una portata media di 50 litri di acqua al secondo;
  • che dal 2007 la multinazionale Nestlè gestisce l’ex stabilimento Platani-Rossino (sito in contrada Margimuto) da dove preleva ed imbottiglia 10 litri di acqua al secondo;
  • che con nota n. 0177 del 9 Gennaio 2012, l’Assessorato dell’Energia e dei servizi di Pubblica Utilità / Distretto Minerario di Caltanissetta ha trasmesso al Comune di S. Stefano Quisquina l’avviso con cui si notifica che la Nestlè Vera s.r.l. (oggi Sanpellegrino S.p.a) può essere autorizzata all’emungimento di altri 10 litri/secondo dal pozzo di contrada Margimuto, che se concessi  si aggiungerebbero ai 10 litri già accordati alla multinazionale;

considerato che l’eventuale riattivazione degli ex pozzi Montedison (di fatto a favore della Girgenti Acque S.p.A.)  e la concessione di altri  10 litri/secondo alla multinazionale Nestlè rappresentano sicuramente un ulteriore pericolo per le risorse idriche del bacino in quanto lo studio dei professori Alaimo e Daina ha dimostrato che il bacino è unico, che il sistema è deficitario, che la falda idrica si trova in stato di precarietà e quindi  “è sconsigliabile qualsiasi altro prelevamento o miglioramento delle portate delle attuali emergenze in tutta l’area considerata perché porterebbe ad una ulteriore diminuzione dell’acquifero. […] “Essendo l’acqua  una risorsa rinnovabile, per mantenere nelle sorgenti i flussi attuali non bisogna assolutamente incidere sulle riserve con ulteriori prelievi, ma gestire in maniera più opportuna la ricarica”.

TUTTO CIO’ PREMESSO

chiediamo che il Partito Democratico:

1.       con tutta la deputazione nazionale si faccia parte attiva, in modo inequivocabile, verso il Governo  e le forze politiche affinché il risultato referendario non venga vanificato da provvedimenti che impongano agli enti locali privatizzazioni di servizi pubblici essenziali (trasporto, rifiuti, servizio idrico) sia con obblighi di legge o con la diminuzione di risorse economiche essenziali;

2.       con la deputazione regionale di intervenire presso la Presidenza della Regione Sicilia per impedire che vengano riattivati i pozzi ex Montedison e bloccare la concessione di ulteriori 10 litri di acqua/secondo alla Multinazionale Nestlè.

S.Stefano Quisquina 01 febbraio 2012

 

I segretari dei Circoli                                                  Gli Amministratori