Lampedusa, ‘dimezzato’ il sindaco De Rubeis: nominato commissario della Regione

E’ stato notificato il provvedimento con il quale l’Assessore regionale alle Autonomie locali nomina un Commissario Provveditore al Comune di Lampedusa, in esito all’attività ispettiva avviata nel 2009.

L’opposizione consiliare, per troppo tempo lasciata sola a contrastare la dilagante illegalità che ha pervaso ogni settore dell’attività amministrativa, ha accolto con tiepida soddisfazione il provvedimento con il quale il sindaco di Lampedusa viene di fatto espropriato delle competenze in materia di “personale, consulenti ed esperti” e “condizione finanziaria e debiti fuori bilancio”. “Il provvedimento risulta tardivo e in parte inefficace – dichiara il Capogruppo dell’opposizione consiliare Giuseppe Palmeri del PD- Prendiamo amaramente atto del fatto che non solo il Comune di Lampedusa è stato abbandonato per anni all’illegalità, ma che i ritardi della Regione hanno avuto come effetto la crescente arroganza del potere amministrativo al quale tutto è stato permesso in danno alla comunità”.

L’attività ispettiva è infatti iniziata nell’ottobre del 2009 e solo nel febbraio del 2011 l’ispettore nominato presentava una relazione nella quale era contenuta “una dettagliata elencazione delle presunte irregolarità da parte degli organi del Comune” . Nel mese di aprile 2011 l’Assessore “evidenziando numerose e ripetute violazioni di leggi statali e regionali nonché irregolarità nella gestione amministrativa dell’Ente” anziché rimuovere immediatamente il Sindaco, assegnava 30 giorni al Comune per controdedurre.

Le controdeduzioni del Comune, inviate a giugno del 2011, sono state ritenute “non esaustive” e ciò nonostante si è lasciato trascorrere un altro anno per giungere alla nomina del commissario.

“Il paradosso inaccettabile – conclude Palmeri – è che in tutto questo tempo e grazie all’inazione degli organi di controllo, a Lampedusa si è consolidata una rete di interessi e di intrecci affaristici che ha soffocato lo sviluppo dell’isola, provocando danni incalcolabili all’economia e all’ambiente e a tutta la comunità”.