Italcementi Porto Empedocle, la Giunta D’Orsi in presidio permanente davanti ai cancelli con gli operai

Un presidio permanente degli Assessori della Provincia Regionale di Agrigento stazionerà giorno e notte davanti i cancelli dello stabilimento Italcementi di Porto Empedocle.

Lo ha deciso, questa mattina,  l’ Amministrazione provinciale alla fine della riunione straordinaria di Giunta che si è tenuta nella sede empedoclina del Gruppo bergamasco. Gli Assessori hanno anche deliberato di inviare a Roma, una delegazione formata dal vice Presidente , Paolo Ferrara, e dall’assessore alle Attività Produttive, Pietro Giglione, per  partecipare, mercoledì prossimo,  al tavolo tecnico con il Governo nazionale, regionale e le parti sociali.

Il Presidente D’Orsi, che in questi giorni ha anche scritto al Prefetto di Agrigento Francesca Ferrandino per confermare la disponibilità dell’Ente a collaborare e farsi parte attiva nelle sedi istituzionali per tentare di individuare delle strategie comuni finalizzate all’individuazione di soluzioni condivise, ha  deciso di intraprendere una dura battaglia per tutelare il primo dei principi fondamentali della nostra Costituzione. Un diritto che il Presidente e gli Assessori sono disposti a tutelare con tutte le loro forze  unendosi, anche,  ai lavoratori nel presidiare i cancelli finché  non verrà trovata una soluzione positiva  per il futuro dell’Italcementi.

“La Giunta di oggi – ha detto il Presidente D’Orsi alla fine dell’incontro  –  è il segnale inequivocabile di un’ Amministrazione che lotta per difendere il diritto al lavoro dei suoi cittadini. Insieme ai sindacati ed ai lavoratori abbiamo deciso di intraprendere un percorso di lotta per dare, oltremodo, forza e voce ad una protesta che appare emarginata e scardinata dalle problematiche socio –  economiche e del lavoro che impegnano il Governo centrale. Ritengo che ci sia in atto un boicottaggio politico – mediatico che – conclude D’Orsi – , investendo la stampa nazionale, mette in “ombra” un problema occupazionale molto grave per l’intera economia dell’Isola. Rivendicheremo sul tavolo delle trattative il diritto di questo territorio a non essere maltrattato.”


Infine, ha preso la parola il Vicepresidente Paolo Ferrara che nel ringraziare Eugenio D’Orsi e la Giunta per la sensibilità dimostrata ha detto: “ Noi empedoclini stiamo affrontando con grande coraggio questa sfida occupazionale. Non nascondiamo, però,  la preoccupazione per l’incertezza professionale di questi lavoratori e per l’esito di una trattativa che appare piena di incognite e di difficoltà. Sappiamo che il Gruppo ha già da tempo predisposto il business plan di ristrutturazione aziendale e chiediamo con forza di rivedere i propri progetti imprenditoriali tenendo fortemente in considerazione l’impegno di questi lavoratori che, in tanti anni di attività, non hanno mai fatto mancare alla società il loro impegno umano e  professionale, dando il massimo contributo per  lo sviluppo industriale di  Italcementi Group”.

Il vice Presidente del Consiglio Provinciale Carmelo Avarello di Sinistra Ecologia Libertà ed il  consigliere Nino Spoto   dei “Comunisti Italiani – Federazione della Sinistra” manifestano solidarietà ai lavoratori dell’Italcementi di Porto Empedocle a motivo della sconsiderata decisione dei vertici dell’Azienda di chiudere lo stabilimento già presidiato da diversi giorni da circa 100 lavoratori. “Non si comprende – ha affermato Nino Spoto – come questa gravissima decisione si possa conciliare con l’idea di ‘crescita’ prospettata dal Governo se così selvaggiamente si arriva a spegnere una realtà  di lavoro che coinvolge non soltanto i cento operai e le loro famiglie ma anche l’indotto oramai a questa realtà indissolubilmente collegato”. Da parte sua il consigliere Carmelo Avarello ritiene “auspicabile la convocazione di un Consiglio Provinciale straordinario, da tenersi presso la sede dello stabilimento di Porto Empedocle, non soltanto per manifestare solidarietà e vicinanza ai lavoratori ma anche per programmare azioni di lotta adeguate anche presso le sedi apicali dell’Azienda, forse troppo distanti e troppo alte per sentire la voce  degli operai che per anni hanno servito fedelmente le ragioni dell’Azienda. E’ necessaria –ha aggiunto- una presa di posizione decisa, prima che sia troppo tardi ”.