Archiviato l’esposto di D’Orsi contro il presidente del Consiglio provinciale Buscemi

“Apprendo, con viva soddisfazione, che l’Assessorato Regionale agli Enti Locali ha archiviato il procedimento nato da un esposto del Presidente della Provincia non riscontrando alcuna violazione di legge ne particolari comportamenti, amministrativamente, scorretti, da parte mia, ne dagli uffici della Provincia, accogliendo le deduzioni da me presentate e i chiarimenti inviati  dagli Uffici provinciali”. Lo scrive in una nota il presidente del Consiglio provinciale Raimondo Buscemi.

Prosegue il comunicato di Buscemi: “Viene meno quindi tutto il castello di accuse contenuto nell’esposto, inviato lo scorso 11 ottobre  dal Presidente D’Orsi, dove venivano evidenziati presunte attività amministrative, ritenute scorrette ravvisando una conseguente lesione delle prerogative dei  Consiglieri Provinciali.

In sostanza l’Assessorato ha rigettato le richieste del Presidente D’Orsi che aveva evidenziato, a suo dire, comportamenti  di particolare gravità per una serie di presunte irregolarità e illegittimità poste in essere nella predisposizione dell’ordine del giorno e nella conduzione dei lavori del Consiglio Provinciale, per l’inserimento e la discussione della proposta di modifica del regolamento per le adunanze e il funzionamento del Consiglio Provinciale.


Appare, quindi, chiaro che nei confronti di questa Presidenza che si è voluto creare un clima di scontro istituzionale, al di là delle questioni legate agli aspetti politici, utilizzando di volta in volta argomenti pretestuosi come quelli contenuti nell’esposto, mentre la stessa Amministrazione ha ripetutamente posto in essere tutta una serie di atti che hanno “danneggiato” la funzionalità del Consiglio.

Verificheremo, anche in sede di bilancio, se questo atteggiamento continuerà oppure saranno posti in essere comportamenti che riconoscono e salvaguardino l’autonomia e la funzionalità del Consiglio Provinciale.

Ci auguriamo che tutte le vicende di carattere giudiziario che riguardano a vario titolo   personaggi dell’Ente possano essere chiarite nelle sedi opportune, come per la vicenda sopra riportata, per il buon nome e la salvaguardia delle Istituzioni Provinciali”, conclude Buscemi.