‘Nuova Cupola’, trovati anche 100 grammi di hashish a casa di Infantino

Cercavano odor di mafia e hanno fiutato anche puzza droga. I poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento gli piombano a casa nel pieno della notte tra lunedì e martedì scorsi per eseguire il fermo di indiziato di delitto emesso nei suoi confronti dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo nell’ambito dell’operazione  denominata “Nuova cupola” che avrebbe sventato il tentativo di rifondazione di Cosa nostra agrigentina.

Ma durante la perquisizione domiciliare notturna contestualmente effettuata nell’abitazione, in via Gioeni, di Giuseppe Infantino, 31 anni, di Agrigento, i poliziotti hanno trovato, ben occultata all’interno dell’immobile, della sostanza stupefacente, verosimilmente del tipo hashish, del peso complessivo di circa 100 grammi (per la precisione 95,87 gr) in parte già suddivisa in varie dosi, confezionata e pronta per lo spaccio nel “mercato” agrigentino, secondo quanto sostengono gli investigatori.

Così per il trentunenne Giuseppe Infantino, oltre al fermo di indiziato di delitto per associazione a delinquere di stampo mafioso e altre ipotesi di reato, sono scattate le manette anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nella stessa circostanza, inoltre, è stato arrestato per la  droga rinvenuta  il fratello minore dell’uomo: Alessandro Infantino, di 27 anni, finito in manette ai sensi dell’art. 73 del D.P.R. 309/90 che punisce la vendita di sostanze stupefacenti; il ragazzo non risulta comunque coinvolto nell’inchiesta antimafia “Nuova cupola”.

I due fratelli agrigentini arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati trasferiti nel carcere di contrada Petrusa dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa di essere ascoltati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento per l’udienza di convalida degli arresti eseguiti dai poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento guidata dal dirigente Michele Salemme.

Mentre per quanto riguarda l’inchiesta “Nuova cupola”, emerge che  Giuseppe Infantino sarebbe stato tra gli esecutori materiali di alcuni atti intimidatori a carattere estorsivo a danni di imprese e ed esercizi commerciali e di altre attività criminose, come estorsioni e rapine, al fine di finanziare l’attività illecita di Cosa nostra e il sostentamento di alcuni detenuti di spicco della consorteria mafiosa.