‘Caso Maniscalchi’, parola al sindaco di Naro Pippo Morello

“In merito alla vicenda giudiziaria, scaturita dalla nomina ad Assessore della Giunta da me presieduta, dell’Avv. Tanina Maniscalchi, al fine di portarvi a conoscenza degli esatti termini della stessa, fuori dal clamore mediatico che la stessa ha suscitato e che mi ha travolto, e solo adesso che sono stato sentito dagli organi inquirenti, mi preme precisare l’Avv. Maniscalchi  è stata da me designata quale assessore in quanto indicatami dal partito del “Grande Sud” che sostiene la mia giunta, nell’ambito di un turn over prestabilito e nell’avvicendamento stabilito da precostituite dinamiche politiche ed elettorali”.

Lo scrive in una nota il sindaco di Naro Pippo Morello il quale aggiunge: “Dell’Avv. Maniscalchi mi era nota, come del resto a tutti solo tramite notizie giornalistiche e di stampa, la vicenda giudiziaria che l’aveva coinvolta ma, più specificatamente, non ero al corrente, anche per non essermene mai interessato, della esatta contestazione che le era stata  mossa e tanto meno del ruolo, di rilevanza penale, che le era stato contestato.

Pertanto, al momento della designazione, ho firmato la determina e Le ho conferito il mandato assessoriale dopo avere preso atto del contenuto della dichiarazione da lei sottoscritta avanti al Segretario  Comunale ove la stessa (che, peraltro, è avvocato) attestava l’assenza di cause ostative e/o di incompatibilità alla carica.


D’altronde è chiaro e pacifico che non rientra nei miei compiti riscontrare o accertare il contenuto delle dichiarazioni rese dagli interessati, per questo come per altri incarichi, che fanno fede comunque fino a querela di falso di quanto in esse attestato.

Solo dopo la nomina sollecitato dalle rimostranze dei più, mediatiche e giornalistiche oltre che politiche, ho sentito la necessità di documentarmi venendo così a conoscenza:

-che l’Avv. Maniscalchi ha patteggiato una pena di anni 1 e mesi 6 di reclusione, condizionalmente sospesa, per il reato di favoreggiamento semplice, punito e previsto dall’art. 378 de codice penale, avendo commesso tale reato nonper agevolare l’associazione mafiosa ” Cosa Nostra”, ma per avere agevolato un altro soggetto nell’ambito di un rapporto di amicizia;

-che la stessa, al momento del fatto contestatole,  non rivestiva alcuna carica pubblica nè politica, nè esercitava alcun pubblico servizio;

-che tale reato non determina causa ostativa a rivestire la carica di assessore comunale.

A tali conoscenze, ripeto,  sono pervenuto solo dopo un maggiore approfondimento della vicenda di cui ero ignaro prima, atteso che non mi occupo di vicende giudiziarie e non rivesto alcun ruolo all’interno di organi a ciò preposti.

E, infatti, era questo il senso reale e vero del mio dire e della mia espressione riportata infelicemente dalla stampa: “Io faccio politica e non antimafia”. Espressione che ha costituito il motivo del linciaggio operato nei confronti della mia persona, al di là del mio operato  e della stessa nomina ad assessore dell’Avv. Maniscalchi.

Operato di cui è a conoscenza la Magistratura nella cui valutazione  tecnica e giuridica, scevra da polemiche e critiche,  confido e il cui giudizio attendo.

Intanto, comunico che ho richiesto al Presidente del Consiglio Comunale la convocazione del Consiglio  per discutere sulla “situazione politico-amministrativa e vicende medianiche a seguito della nomina e dimissioni dell’assessore Maniscalchi” e che il Presidente ha convocato il civico consesso per lunedì 2 luglio”.