‘Nuova cupola’, Siculiana: ‘Il boss intercettato scoprì le cimici e parlava di animali per sviare le indagini’

“Io ti consiglio di non toglierla perché appena la togli ti riempiono tutte cose… perché sono così… gli ho detto… tu quando sei qua sopra non parli… Il telefonino pure c’entra, per questa è per guardare la macchina dove si trova”.

A parlare così col figlio, riferendo di un colloquio avuto con Antonino Gagliano, il quarantenne considerato il nuovo boss di Siculiana che ha ritrovato una microspia piazzata dalla polizia sulla sua auto, è Rosario Bellavia, 48 anni, agente di polizia penitenziaria in servizio nel carcere agrigentino di contrada Petrusa.

Sembrano ormai diventati esperti di cimici e di intercettazioni i presunti mafiosi siculianesi anche se pur sapendo di essere nel mirino degli investigatori non riescono facilmente a ed eludere le indagini, come nel caso dell’inchiesta “Nuova cupola” che li a portati dritti in carcere. In questa conversazione intercettata il primo gennaio del 2012 verrebbe fuori, secondo la ricostruzione della Dda, che qualche giorno prima che venisse captato questo dialogo (quindi una volta appreso il consiglio da Bellavia) Gagliano non si è limitato semplicemente a non discutere a bordo della sua autovettura, una Punto blu, piuttosto ha preferito parlare con gli interlocutori di turno di argomenti leciti, ed in particolare di cavalli e animali vari, nel vano tentativo di confondere gli inquirenti circa il ruolo da lui rivestito all’interno della consorteria. Una ulteriore conferma al fatto che sia stato Gagliano a rinvenire le apparecchiature elettroniche, è data da una intercettazione del 16 gennaio 2012. Si tratta di un dialogo avvenuto proprio tra Bellavia e Gagliano, il primo, mentre sono a bordo della sua auto per andare all’ospedale di Agrigento dove era stato ricoverato il “consigliore” Lo Mascolo per gravi problemi cardiaci, spiega al secondo come funzionano le microspie: “… sono con la batteria della macchina…”. “Ma che fa registrano e poi ascoltano?”, chiede Gagliano. “C’è la registrazione più l’ascolto…”, risponde Bellavia, aggiungendo: “le possono registrare e poi se le ascoltano… parlava con questo, parlava con quello… questo chi è? Per esempio foto segnaletiche”. Gagliano: “Però la voce devono conoscerla…”. Bellavia: “Se ci sono foto segnaletiche ti possono conoscere altrimenti spiegano in base all’accento che ha…”. Gagliano: “Minchia”. Bellavia: “Come fanno? Che è palermitano e la girano alla Procura di Palermo… a te una ciabatta ti hanno messo, questo è tramite satellite… se loro vogliono dicono questa macchina si trova a tale posto, vedi che quelle così sono, le moschette, ce le hai presenti? Ce ne sono tante minchiate… oggi ho fatto dalla quattro fino a mezzanotte a vedere montare queste minchiate, c’è una ditta di Milano che le monta… ma tutte quanto ad una mosca. Poi quando facevano le prove dalla uno ad arrivare alla sette si sentiva bello come se tu stavi parlando vicino… sta minchia ho detto”.