La morte di Giovanni ed Emanuela, Ribera di nuovo sconvolta

Due giovani sposini Emanuela Guddemi e Giovanni Ragusa, che la settimana scorsa hanno celebrato il primo anniversario delle loro nozze, sono morti in un grave incidente stradale accaduto nella giornata di ieri, alle ore 15,30, sulla fondovalle Sciacca-Palermo, mentre con la loro auto facevano ritorno a casa, a Ribera dove abitavano in via Porsenna, 7.

La tragedia si è trasformata in una autentica bomba nella cittadina, nemmeno un’ora dopo il sinistro stradale, perché i due giovani erano molto conosciuti e apprezzati per la loro professionalità.

Al momento non si conosce ancora la dinamica dell’incidente stradale che si è verificato nel territorio palermitano a cavallo tra i comuni di San Cipirrello e Camporeale, sulla strada statale, in un impatto frontale, dove l’auto della giovane coppia riberese, una lancia Y, si è scontrata, per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri che sono intervenuti sul posto, con un suv, Una Toyota Rav, condotto da un palermitano di 67 anni che, ferito, in maniera grave, è stato trasporto in elisoccorso presso un ospedale palermitano.

Emanuela Guddemi e Giovanni Ragusa, lei 32 anni, lui 35, sposatisi alla fine di giugno dello scorso anno presso la chiesa madre di Ribera, tornavano da Palermo dove la ragazza, che era laureata in Scienze della Comunicazione, si era recata con il marito a sostenere l’esame di abilitazione all’insegnamento perché aveva tanta voglia di lavorare a scuola. Pare che i due siano deceduti letteralmente sul colpo nello scontro tra i due veicoli, la Lancia in direzione di Sciacca e la Toyota verso il capoluogo siciliano.

Nel medio pomeriggio la notizia del tragico sinistro è stata una bomba, a Ribera, nella località di Seccagrande dove abita per l’estate la famiglia Guddemi, nei paesi vicini, e nella cittadina crispina dove la ragazza, giornalista-pubblicista, da ben quattro anni era il condirettore della rivista mensile a colori “Paesemio” e dove presso la sezione della Caritas locale, con altri giovani volontari,  si occupava con turni quasi quotidiani della mensa per i lavoratori extracomunitari. Anche Giovanni Ragusa era un giovane molto noto, brillante, architetto, consigliere comunale dell’MPA e figlio di un impresario edile riberese, nipote del consigliere provinciale Mariano Ragusa.

Il fatto ha continuato a sconvolgere la città intera perché in molti erano a conoscenza che la ragazza, Emanuela, da alcuni mesi era in stato interessante e che nelle settimane appena passate si recava con il marito a Palermo per le cure presso una professionista ginecologa di origine riberese. Stavolta, l’ultimo viaggio è stato fatale, quello della ricerca di una occupazione, attraverso l’abilitazione indetta del ministero della Pubblica Istruzione. Studiava sodo negli ultimi mesi e, nonostante gli impegni, ha voluto scrivere lo stesso un paio di articoli nell’ultimo numero del giornale periodico. Si preannuncia un lutto cittadino per i due giovani la cui morte frastorna l’intera vita di una città.

Enzo Minio