Siculiana: ‘sfregi’ al Santuario del Cristo nero, ci sarebbe un indagato insospettabile

La mafia non c’entra con la croce di vernice rossa che ha imbrattato il portone d’ingresso laterale della chiesa del Santissimo Crocifisso di Siculiana e nemmeno con le scritte che sarebbero state trovate dietro il santuario e con lo “sfregio” al Cristo Nero.

“E del resto – così dà oggi la notizia il quotidiano La Sicilia in prima pagina a firma Fabio Russello – era stato lo stesso arciprete don Leopoldo Argento a chiarire quasi subito che quella scritta vergata in rosso sulla porta laterale della chiesa non era stato un messaggio della criminalità organizzata dopo la coraggiosa scelta dell’arcivescovo Montenegro di celebrare i funerali ‘ridotti’ per il presunto mafioso Giuseppe Lo Mascolo. Le prime risultanze investigative avrebbero imboccato la strada giusta”.

“La strada giusta che porta all’individuazione del responsabile del gesto. Pertanto non si escludono novità sul caso che potrebbero maturare a breve”, ha aggiunto il quotidiano online agrigentoflash.it rilanciando la notizia.

Di certo c’è che a Siculiana si continua a parlare di questo gesto che resta comunque inquietante per il luoghi in cui è stato fatto. E resta inevitabilmente legato al “caso Lo Mascolo” in quanto chiunque sia stato a compiere l’insano gesto lo ha fatto subito dopo il “funerale col rito abbreviato” – celebrato così per decisione del vescovo – dell’indagato per mafia approfittando della “visibilità” del momento.

Siculiana è un piccolo paese dove come in tanti altri centri si parla e si sparla. Su questa vicenda circolano nomi di presunti responsabili che però non possono elevarsi agli onori delle cronache se non trovano conferme ufficiali da parte degli inquirenti che sulla vicenda mantengono il massimo riserbo. Pare di capire che la situazione possa presentare dei risvolti molto gravi, forse davvero sorprendenti e preoccupanti, anche se in effetti la mafia non c’entra e finora infatti nessuno l’aveva detto in attesa di capire il prosieguo delle indagini.

Agli atti dell’inchiesta ci sarebbe anche il sequestro della bomboletta di spray rosso con cui è stato imbratto il duomo di Siculiana. Pare anche ci sia un indagato insospettabile dopo l’informativa che i carabinieri della locale stazione, guidati dal maresciallo Alfonso Intilla, hanno mandato alla Procura della Repubblica di Agrigento retta dal Procuratore Renato Di Natale.

Sarebbe a questo punto ragionevole che qualcuno provasse a fare chiarezza su questa vicenda. Pare che anche il vescovo monsignor Francesco Montenegro possa saperne qualcosa, ma dalla Curia esce fuori solo il massimo silenzio, mentre presunti innocenti sono in questi giorni nel tritacarne dei pettegolezzi. Su lamicodelpopolo.it, la voce web della chiesa agrigentina, la notizia degli “sfregi” al santuario del Cristo Nero non è stata proprio pubblicata. E’ comunque molto probabile che in ambienti ecclesiastici la sappiano più lunga dei comuni mortali che attendono di capire cosa sia veramente successo nel santuario del Santissimo Crocifisso di Siculiana.

Siculiana, ‘sfregiato’ il Santuario del Cristo nero