Ribera, la città ‘shockata’ al funerale di Giovanna Ragusa ed Emanuela Guddemi

RIBERA. La città si è fermata nella giornata mercoledì per i due giovani sposini che hanno perso la vita in un incidente della strada sulla Sciacca-Palermo.

Di mattina, con la realizzazione della camera ardente all’interno della sala consiliare “Leonardo Frenna” del palazzo comunale, migliaia di riberesi hanno voluto rendere omaggio ad Emanuela Guddemi e a Giovanni Ragusa, nelle due bare di legno ricoperte di rose bianche, sui cui hanno campeggiato due grandi foto dei giovani, una maglia e una sciarpa della squadra di calcio del Ribera e due scarpine bianche di stoffa per la creatura che la ragazza aspettava.

Accanto alle bare, due file con i familiari Ragusa e Guddemi, tra cui la sorella di Emanuela rientrata da Milano e il fratello di Giovanni arrivato dagli Usa. Tutti i consiglieri comunali, sindaco e giunta, in abito nero, davanti ai banchi della sala consiliare, non si sono allontanati un attimo. Vi sono stati momenti di preghiera e di visite di parenti, amici, compagni di lavoro e cittadini comuni che hanno voluto rendere un doveroso omaggio alle vittime di appena 32 e 35 anni. Un buon servizio d’ordine, predisposto dall’amministrazione civica, ha regolamentato il flusso dei visitatori, preservando il terribile dolore dei familiari dalla lunga coda di quanti hanno voluto offrire solidarietà ed affetto.

Il lutto cittadino è stato rispettato da tanti negozianti, specie del centro storico, che hanno abbassato le saracinesche. La polizia municipale ha provveduto a deviare il traffico veicolare. Nel tardo pomeriggio di ieri, le due bare sono state portate a spalla da amici dei due giovani e poste davanti all’altare centrale nell’attigua chiesa madre, già colma prima dell’arrivo delle salme. Tanta gente è rimasta fuori, perfino sotto il sole. Un silenzio “assordante” per diverse ore, come se la vita si fosse fermata, come si sono fermate la vita e la speranza della giovane coppia. Durante la messa l’arciprete don Giuseppe Maniscalco, nell’omelia, ha toccato il valore della famiglia, consacrata da Dio e ha sottolineato che Emanuela, Giovanni e il bambino in grembo si sono presentati, insieme, al Signore. Parole di solidarietà sono state espresse dal sindaco Pace, dal consigliere Brisciana e da decine di giovani amici che hanno voluto ricordare con il cuore Emanuela e Giovanni.

Enzo Minio