Inchiesta sul mare di San Leone, sostegno ai magistrati dal ‘popolo’ di Facebook

“Speriamo che si muova qualcosa con l’inchiesta della magistratura, sono fiducioso”. Quello di Totò Contino è solo uno dei numerosi commenti postati su facebook alla notizia, diffusa ieri da giornali e siti web, che la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta sul presunto inquinamento del mare di San Leone e sul sistema di smaltimento dei liquami.

 

Già l’allarme era scattato nei giorni scorsi con la pubblicazione delle foto delle chiazze maleodoranti nel mare agrigentino, adesso arriva il sostegno al procuratore Renato Di Natale e all’aggiunto Ignazio Fonzo che hanno già assegnato il fascicolo d’inchiesta al sostituto Arianna Ciavattini che ha già dato incarico a un consulente, il professor Salvatore Sciacca, esperto del Dipartimento di Igiene pubblica dell’Università di Catania, per fare luce sulla vicenda che ogni anno fa insorgere gli agrigentini. Soddisfatto il popolo del web dell’apertura dell’inchiesta della Procura: “Finalmente si incomincia a fare sul serio, fino all’anno scorso chi parlava di inquinamento del mare di San Leone era tacciato come un denigratore della propria città. Speriamo che San Leone ritorni come era una volta: meravigliosa”, posta Emanuele Lo Vato.

“Finalmente si fa luce sul problema del mare di San Leone? Speriamo bene, perché è diventato uno schifo, è una vergogna”, condivide Cecilia Romano. “Però perché nessuno mette i cartelli antibalneazione?”, chiede Laura Alaimo. “Finalmente un’inchiesta sull’inquinamento del mare di San Leone, non abbiamo fiducia nella magistratura, che venga fatta piena luce. Quando questa inchiesta sarà conclusa porterà sicuramente risultati devastanti, hanno impunemente inquinato il nostro mare per venti anni”, si legge sulla bacheca facebook di MareAmico delegazione Agrigento rappresentata da Claudio Lombardo. “I risultati si sapranno il 21 settembre! In pratica in autunno sapremo se per tutta l’estate abbiamo fatto il bagno nella m….”, sostiene Giuseppe Terrazzino. “Ancora oggi si sversa liquame fognario nel mare di San Leone tramite i pennelli a mare senza fare un minimo di pre trattamento, gli agrigentini sono costretti ad andare a fare il bagno altrove”, scrive Nuccio Cremone. “Finalmente un’inchiesta giudiziaria. Ma è possibile che ancora questa situazione non si risolva? E’ veramente scandaloso! Vado a passare le ferie a Menfi, almeno lì sanno come tenere il mare pulito e ottenere bandiere blu!”, posta Alessandra Ciulla.

“Finalmente un’indagine, non se ne può più delle chiazze a mare a San Leone… e l’amministrazione che fa? E il sindaco? Chi l’ha visto? Aspettiamo che riprenda la nuova serie tv…”, rilancia Alfredo Rao. Questi solo alcuni dei commenti che circolano su facebook in vari gruppi, tra i quali “Gruppi Inquinati Agrigentini San Leone” e “Costruiamo il depuratore per un mare pulito a San Leone” con oltre due mila membri.  Intanto,  proprio sul social network  prende forma la prima “class action per reagire allo stato di inquinamento del nostro mare di San Leone”, spiega Roberta Zicari, tra le promotrici dell’azione legale collettiva. Il relativo atto di diffida, di undici pagine, pubblicato su facebook, che prelude la class action se non si avranno risposte, è già stato redatto dagli avvocati Rosa e Vincenzo Salvago e inviato al sindaco di Agrigento, alla Girgenti acque e all’Ato idrico, “per una risoluzione stragiudiziale della controversia… visto l’evidente stato di degrado, abbandono ed inquinamento nel quale versa il mare della zona costiera di San Leone”. “Si chiede che gli organi competenti – si legge nel documento – agiscano di concerto e nel più breve tempo possibile al fine di risolvere un problema che lede un diritto giuridicamente rilevante, omogeneo, diffuso e collettivo quale quello della salubrità del mare e della tutela dell’ambiente nonché indirettamente i diritti costituzionalmente garantiti del lavoro e dell’iniziativa economica privata avendo lo stato del mare delle evidenti ricadute sui flussi turistici, in una città che cerca di basare la sua economia sul turismo”.