Licata, nascondeva mitra e pistole: in manette il presunto ‘custode’ della mafia

Nascondeva in casa una mitragliatrice israeliana Uzi, una pistola calibro 9 parabellum, tutte con matricola abrasa, ed una pistola calibro 22, oltre che diversi caricatori e munizioni. Il 49enne Angelo Sortino potrebbe essere per gli investigatori il presunto custode dell’arsenale della cosca mafiosa di Licata.

E’ stato arrestato ieri, dopo un inseguimento frenetico, al termine del quale i poliziotti del Commissariato di Licata lo hanno bloccato ed ammanettato.

Gli agenti si erano recati ieri pomeriggio nella sua abitazione, a Licata, per una perquisizione domiciliare. Dicendo che non aveva con sé le chiavi di casa, l’uomo ha chiesto ai poliziotti di attenderlo sotto casa, mentre lui sarebbe andato a cercare la moglie, l’unica in possesso delle chiavi. Sortino si sarebbe, però, recato sul retro dell’abitazione, dove avrebbe tentato invano di nascondere in auto un sacchetto bianco. I poliziotti, che lo osservavano da lontano, hanno tentato di bloccarlo, ma il 49enne è fuggito dando vita ad un inseguimento per le vie del paese.

La corsa è terminata in via Donna Vannina, a San Michele (Licata), dove Angelo Sortino – vistosi braccato e senza vie di fuga – avrebbe tentato di disfarsi del L’arrestato, Angelo Sortino, 49 anni, di Licatasacchetto, lanciandolo sul selciato. I poliziotti lo hanno però bloccato ed hanno recuperato il sacchetto, all’interno del quale hanno trovato le armi.

La mitragliatrice Uzi sembrerebbe essere lo stesso modello di arma utilizzata negli ultimi due omicidi compiuti nella vicina Palma di Montechiaro: lo scorso 26 gennaio, infatti, vennero ritrovati i corpi sparati e carbonizzati di Giuseppe Condello, 41 anni, e Vincenzo Priolo, 27 anni, che giacevano sotto un canale di scolo di una strada statale in contrada Ciccobriglio. Per capire se si tratta della stessa arma, la mitragliatrice verrà sottoposta ad esame balistico nei laboratori della Polizia di Stato.