‘Nuova cupola’, sequestrati beni per sei milioni di euro

La Squadra Mobile di Agrigento ha sequestrato aziende e  beni per circa 6 milioni di euro riconducibili ad alcuni arrestati nell’operazione antimafia “Nuova Cupola”.

Si tratta della “Tuttolomondo Alfonso” di Porto Empedocle, della “Mauro S.B. Brucculeri Antonio” di Realmonte, della “Beton Calcestruzzi s.r.l.” di Porto Empedocle, intestata a Gerlando Gibilaro; dell’impresa “Calcestruzzi s.r.l.” di Porto Empedocle; e dell’impresa edile “Traina Maurizio” di Porto Empedocle.

Il sequestro preventivo è scaturito dalle indagini della Mobile di Agrigento e del Commissariato di Porto Empedocle, a seguito dell’inchiesta  “Nuova Cupola” sfociata il mese scorso in 49 arresti.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti è stato accertato che Fabrizio Messina, fratello del boss Gerlandino ex numero due di Cosa nostra agrigentina, e Giorgio Traina avrebbero imposto un monopolio nella fornitura di calcestruzzo e altri materiali, tramite queste ditte a loro riconducibili.

Tra i nuovi provvedimenti emessi del Gip di Palermo Michele Alajamo, anche la custodia cautelare in carcere per Ettore Allegro di Caltanissetta e Filippo Azzarello di Ventimiglia di Sicilia, entrambi scarcerati pochi giorni fa, dopo l’annullamento della misura cautelare da parte del Tribunale dei Riesame, ma nuovamente arrestati dopo l’arrivo del provvedimento.


L’indagine di carattere patrimoniale è legata a filo doppio con l’inchiesta antimafia «Nuova Cupola»: secondo gli investigatori vi sarebbero stati forti condizionamenti sulle attività economiche di Porto Empedocle, Realmonte, Siculiana, in un sistema di connivenze cui hanno partecipato le imprese sino a determinare un vero e proprio monopolio. Un «cartello» di fatto che estrometteva, ricorrendo a metodi mafiosi, le altre imprese operanti negli stessi settori. “Con questi provvedimento di sequestro – ha dichiarato il dirigente della Mobile di Agrigento, il vice questore aggiunto Corrado Empoli – si ristabilisce il principio democratico della libera impresa: lavora chi offre il miglior prezzo e il miglior prodotto e non chi è legato a Cosa Nostra”.

Nei giorni scorsi il fermo di indiziato di delitto emesso nell’ambito dell’inchiesta “Nuova cupola”  è stato “trasformato” dalla Dda di Palermo in ordinanza di custodia cautelare in carcere; il 24 e il 25 luglio previste varie udienze davanti al Tribunale delle Libertà di Palermo.