Due donne contro la mafia, scatta così l’operazione ‘Liscianniri’

Due donne contro la mafia. Due donne, madre e sorella di un appartenente a Cosa nostra, che dopo anni di silenzi, intimidazioni e paure, hanno deciso di vuotare il sacco consentendo ai carabinieri del Reparto operativo di Agrigento e della compagnia di Cammarata nonché alla Dda di Palermo di dare vita all’Operazione Liscianniri”, il blitz compiuto stanotte ad Alessandria della Rocca, comune montano della Bassa Quisquina in provincia di Agrigento, che ha permesso di decifrare l’omicidio di Pietro Chillura, custode del cimitero, compiuto nell’agosto 2005 ed arrestare tre persone, Gaetano Sedita, 70 anni (in carcere); Giuseppe Comparetto, 86 anni; Domenico Ligammari  76 anni entrambi agli arresti domiciliari mentre si sta cercando di catturare Pietro Perzia, 66 anni, da anni residente in Inghilterra.

 

Le indagini sull’omicidio di Pietro Chillura, dunque, hanno ricevuto una svolta significativa nel  novembre del 2008, allorquando la sorella Laura Chillura e la madre Maria Romanello, che fino a quel momento erano state piuttosto reticenti nel riferire ciò di cui erano a conoscenza sulle ragioni della morte violenta del loro congiunto, si presentavano volontariamente innanzi l’Autorità Giudiziaria comunicando la loro volontà di raccontare tutto quanto era a loro conoscenza sull’omicidio in quanto anche dopo la sua realizzazione, si erano verificati una serie di atti intimidatori sia nei confronti dei familiari che nei confronti dei loro averi, tra cui in particolare diversi incendi e danneggiamenti alle loro proprietà che li avevano indotti a lasciare Alessandria della Rocca per andare a vivere in altra località.

Nel corso delle rispettive audizioni,  entrambe le donne riferivano che il loro congiunto Pietro Chillura era un esponente della famiglia mafiosa di Alessandria della Rocca retta da Emanuele Sedita fino alla sua morte avvenuta nel 1995 allorquando venne ucciso in una sorta di regolamento di conti tra esponenti di diverse famiglie mafiose. Successivamente  alla sua uccisione il reggente della famiglia mafiosa di Alessandria della Rocca divenne il cognato, Gaetano Sedita detto “u gaddru”,mentre immediatamente sotto lui vi era Domenico Ligammari, titolare di una tabaccheria nella piazza centrale del paese. Tra gli altri membri della famiglia mafiosa dovevano poi essere annoverati tali Perrone Domenico, Scaglione Felice, Sedita Antonino, Caltagirone Giuseppe detto “pampinedda“, Canzoneri Stefano detto “Fumarolo“, Pillitteri Santo detto “caca all’addritta”, Ligammari Salvatore, figlio di Domenico  e  Perzia   Pietro, quest’ultimo da diverso tempo  trasferitosi all’estero e molto amico del loro congiunto.


Per quanto concerne, infine, l’uccisione del loro congiunto avvenuta nel 2005, entrambe le donne di dichiaravano. per averlo appreso dal diretto interessato nei mesi antecedenti il suo omicidio che Pietro Chillura da diverso tempo era stato messo in disparte dagli altri mafiosi dopo che diversi mesi prima si era rifiutato di eseguire l’ordine impartitogli dall’allora capomafia Emanuele Sedita di uccidere tale Giuseppe Candileri (fortunatamente  mai ucciso) il quale, a sua volta, aveva mancato di “rispetto” nel confronti di Felice Scaglione per questioni inerenti l’irrigazione di alcuni terreni  confinanti. In  particolare, in quella circostanza Pietro Chillura aveva fatto sapere ad Emanuele Sedita per il tramite di  un amico comune anch’egli facente parte della famiglia mafiosa di Alessandria della Rocca ed espressamente indicato dalle due donne in Giuseppe Comparetto, che avrebbe eseguito il suo ordine di uccidere,Candileri soltanto se Sedita gli avesse messo a disposizione nel gruppo di fuoco il figlio Antonino. Circostanza questa che avrebbe mandato su tutte le furie  il capomafia che da quel momento non lo avrebbe più interpellato così come gli altri componenti della famiglia mafiosa. E per Pietro Chillura  fu l’inizio della fine.

Oggi Laura Chillura e Maria Romanello sono entrate nel programma di protezione per i collaboratori di giustizia e vivono in una località protetta.