Racalmuto, grande spiegamento di forze dell’ordine e politici per il protocollo di legalità coi ministri

Non solo i vertici delle forze dell’ordine dell’Agrigentino ma anche molti politici, imprenditori, sindacalisti, religiosi e attori, ieri mattina a Racalmuto, ad assistere alla firma del protocollo per la legalità che stanzia finanziamenti per  un milione e duecento mila euro che contribuiranno al “rafforzamento delle condizioni di sicurezza e dello sviluppo sociale” e alla riapertura del teatro “regina Margherita”.

L’arcivescovo di Agrigento, don Francesco Montenegro, e la figlia dello scrittore Leonardo Sciascia, Anna Maria, hanno incontrato privatamente per una conversazione sui temi della cultura e della legalità il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri. A guidare gli imprenditori agrigentini antiracket e “per la normalità” il presidente di Confindustria Agrigento, Giuseppe Catanzaro, che si è intrattenuto in un lungo colloquio con i massimi vertici delle forze dell’ordine della provincia, il questore Giuseppe Bisogno, il colonnello Riccardo Sciuto, comandante dei carabinieri del comando provinciale di Agrigento, il colonnello Pasquale Porzio, comandante provinciale della guardia di finanza. Presente il capo della Dia di Agrigento, capitano Antonino Caldarella. Tra i politici l’ex ministro della Giustizia, Angelino Alfano: “Racalmuto – ha detto l’attuale segretario del Pdl – merita un rinascimento, giorni come questi servono per affermare il concetto di legalità ed il fatto che anche nell’Agrigentino si può individuare una strada culturale per il rilancio economico”. Non poteva mancare il presidente della Provincia Eugenio D’Orsi. Tra i sindacalisti presenti  il segretario provinciale della Cgil Massimo Raso. “Siamo sempre contenti di ricevere nella nostra Provincia segnali importanti di attenzione da parte dello Stato come la presenza di due ministri e un sottosegretario – ha detto – ma servono anche provvedimenti  più concreti su altri versanti non solo a Racalmuto, perchè nell’Agrigentino ci sono tante emergenze come quella della disoccupazione e della mancanza di infrastrutture, serve più lavoro anche per combattere la mafia, speriamo che il Governo si occupi della nostra provincia in un tavolo di concertazione”.