Raffadali prega per la donna aggredita a martellate dal figlio

Sarebbero ancora molto gravi le condizioni di Giuseppa Mangione, la casalinga raffadalese di 55 anni, ricoverata ieri mattina nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Civico” di Palermo, dove è stata trasportata in elisoccorso dopo essere stata colpita a martellate dal figlio.

I medici hanno diagnosticato alla donna un violento trauma cranico, la prognosi è riservata. La signora Giuseppe Mangione è stata presa a martellate dal figlio Filippo Cuffaro, 30 anni, studente universitario, con cui qualche ora prima aveva avuto una per futili motivi. Il trentenne raffadalese è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto dal pubblico ministero della Procura della Repubblica Luca Sciarretta dopo che, messo alle strette dai militari dell’Arma durante il primo interrogatorio, ha confessato la violenta aggressione alla madre. Adesso si attende l’udienza di convalida del fermo durante la quale il giovane, che a quanto pare recentemente aveva cercato di aggredire anche il padre, verrà di nuovo interrogato. Il gip ha 48 ore di tempo per la convalida del fermo.

Il fatto è accaduto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi nell’abitazione di via Madera dove il ragazzo vive insieme ai genitori, un altro fratello e due sorelle.  Il trentenne raffadalese si era armato di un martello e, approfittando dell’assenza del padre che in questi giorni si trova ricoverato in ospedale per un ictus, è andato nella stanza dei genitori e colpito la madre che a quell’ora stava dormendo con violente martellate che miracolosamente non si sono rivelate mortali. A chiamare il 118 e i carabinieri, al mattino, è stato l’altro figlio della donna, che vedendo che la madre non si era ancora svegliata è andato in camera da letto e l’ha trovata immersa nel sangue con profonde ferite alla testa. Intanto la città è sgomenta per quanto accaduto. Di una “comunità addolorata” ha parlato ieri l’arciprete di Raffadali, don Giuseppe Livatino, che durante la santa messa si è soffermato sul “terribile gesto del quale non si comprendono i motivi” e ha rivolgendo una preghiera per la donna ferita perché possa guarire presto, “una preghiera per una nostra sorella così tragicamente colpita”, ha detto don Livatino invitando la comunità a “stingersi attorno al dolore di una famiglia afflitta da un fatto così grave. Le nostre preghiere sono rivolte al Signore perchè questa famiglia, conosciuta come una famiglia perbene e tranquilla, possa superare al più presto questi momenti drammatici e possa ritrovare la pace, la concordia e la serenità che merita”.