Ferragosto nell’Agrigentino, Legambiente denuncia: ‘Ennesimo stupro di massa’

“Non esiste altra espressione per descrivere ciò che ancora una volta le nostre spiagge hanno dovuto subire in occasione del Ferragosto: chilometri e chilometri di arenile offesi da montagne di rifiuti di ogni genere lasciati a marcire sotto il sole da queste orde di barbari che nessuno, purtroppo, riesce a contrastare”. Lo scrive in un comunicato post ferragosto nell’Agrigentino Claudia Casa, presidente del circolo Rabat di Legambiente nella città dei templi”.

 

“Nella mattinata di ieri – racconta la Casa – abbiamo fatto una passeggiata da Punta Piccola alla Scala dei Turchi, fotografando e filmando uno spettacolo terrificante e raccogliendo i commenti schifati dei tanti turisti che lungo il percorso per raggiungere quello che senz’altro è uno dei siti più belli al mondo si sono imbattuti come noi in quell’inferno. “Maiali” è stato il sostantivo più utilizzato per definire i tanti, troppi che si sono resi protagonisti di questo ennesimo scempio.


E un gruppo di questi novelli “barbari”, provenienti dal palermitano, ci ha persino aggredito verbalmente, intimandoci di consegnare loro l’apparecchio fotografico con cui stavamo operando perché, a loro modo di vedere, non avevamo alcun diritto di documentare quello che era stato prodotto dai loro bagordi. La più inviperita di tutti una giovane signora che ci accusava di averla ripresa mentre lei era “a gabinetto”!!! Già, perché l’accampamento era corredato, oltre che da diverse tende, anche da una latrina approntata sul posto con un ombrellone circondato da teli e con un bel fosso al centro in cui l’allegra comitiva, per ammissione degli stessi componenti, ha espletato i bisogni fisiologici di giornata! Sembra incredibile eppure è tutto tremendamente vero! A questo punto ci chiediamo: a chi giova continuare a tollerare situazioni di degrado e di inciviltà di questa portata? Certamente – prosegue il comunicato – non all’immagine turistica del nostro territorio, che ne esce con le ossa pesantemente rotte. Né ai cittadini delle varie località balneari costrette a subire la pratica e le conseguenze costosissime del bivacco selvaggio: pretenderemo, a tale proposito, che i tre Ambiti Territoriali Ottimali  per la raccolta dei rifiuti operanti in provincia di Agrigento rendano note nei prossimi giorni all’opinione pubblica le somme che sono state stanziate per la “pulizia straordinaria” post-ferragostana, decine e decine di migliaia di euro che verranno inevitabilmente caricati sulle bollette di ogni singolo contribuente. E nei prossimi giorni depositeremo presso la locale Procura della Repubblica un dettagliato esposto corredato da un apposito video-denuncia perché riteniamo che ci siano delle precise responsabilità rispetto ad un fenomeno increscioso che nel corso degli anni – in barba a ordinanze che rimangono lettera morta ed a sporadici provvedimenti sanzionatori che con tutta evidenza lasciano il tempo che trovano – ha raggiunto proporzioni enormi, così come enorme è il danno  che ne discende  e che viene subito dall’ambiente, dall’economia e dalla salute di tutti quanti noi”, conclude Claudia Casa.