Sequestrati 4000 ricci di mare a Cannatello, multe per 20 mila euro a cinque sub

Oltre quattromila ricci di mare sequestrati, cinque attrezzature subacquee anch’esse poste sotto sequestro e sanzione amministrativa per 20.000 euro. Questo il risultato di una nuova operazione contro la pesca illegale di ricci di mare, effettuata dai militari della Capitaneria di porto in collaborazione con i Carabinieri della Compagnia di Agrigento.

Gli echinodermi sequestrati erano stati pescati da 5 sub catanesi, probabilmente nello specchio di mare antistante località Cannatello – Fiume Naro. Intorno alle ore 3 di oggi, una  pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile dei Carabinieri notava un’automobile con a traino una imbarcazione che transitava in via Magellano. Imposto l’alt per un controllo, i militari rinvenivano sul traino del natante n. 14 sacche piene di ricci di mare appena pescati e l’attrezzatura subacquea.

I Carabinieri informavano quindi la Sala operativa della Capitaneria di porto che invia sul posto il proprio personale della sezione di Polizia marittima.

I pescatori abusivi venivano quindi accompagnati presso gli uffici della Capitaneria di porto, per la loro identificazione, contestazione degli illeciti amministrativi, sequestro del pescato e delle attrezzature.

Si tratta di soggetti residenti a Catania e provincia: M.A. 45 anni; V.R. 42 anni; R.M. 28 anni; S.M. 27 anni; N.G. 28 anni. Ai cinque pescatori abusivi sono stati contestati gli illeciti amministrativi in materia di pesca di echinodermi in quantità superiore a quella prevista e con attrezzi non consentiti. La legge consente, infatti, la pesca di 50 ricci a persona, nei periodi previsti e  senza l’ausilio di bombole d’ossigeno.

Ad ognuno dei trasgressori è stata elevata una sanzione amministrativa di €. 4.000 per un totale complessivo di 20 mila euro. L’attrezzatura subacquea consistente in n. 4 bi-bombole, n. 1 mono-bombola e n. 5 erogatori, è stata posta sotto sequestro, in attesa di confisca.

I ricci, dopo i controlli di rito, essendo ancora vivi, sono stati caricati sulla Motovedetta CP 2093 della Guardia Costiera e rigettati in mare. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni lungo l’intera costa agrigentina.