Agrigento, licenziati tre dirigenti Asi: ‘Favorirono ditte in odor di mafia’

Il commissario straordinario del Consorzio Asi (Area di sviluppo industriale) di Agrigento, Alfonso Cicero, ha licenziato con effetto immediato un ex dirigente generale, un ex responsabile dell’ufficio tecnico e un ex capo dell’ufficio contabile, gia’ sospesi da alcuni mesi.

I tre sono accusati di avere operato in ”modo scellerato, irresponsabile, illecito e due di loro avrebbero lasciato operare indisturbate nelle zone industriali, con l’inaccettabile ‘gioco’ dei ritardi amministrativi e delle omissioni, diverse aziende ritenute colluse ed in odore di mafia”. Dal suo insediamento a oggi, il commissario Cicero ha espulso dalle zone industriali dell’Asi otto aziende considerate vicine a Cosa Nostra e tra queste un’impresa che aveva ottenuto un appalto di circa 5.300.000 euro dal Consorzio.

”Il presunto danno causato dai dirigenti licenziati, prontamente denunciato alla Procura regionale della Corte de Conti di Palermo – dice Cicero – ammonta, in questa prima fase, a circa 1 milione di euro. Ulteriori verifiche sono in corso per danni ingentissimi, causati all’erario per la mancata presentazione di dichiarazioni fiscali ed il mancato versamento di ritenute Irpef”.


Attualmente l’Ente e’ sommerso di debiti: 22 milioni in tutto. ”Il personale e’ senza stipendio per via di un pignoramento causato da una sentenza stranamente non appellata dal Consorzio – spiega – diversi pignoramenti sono stati effettuati contro il patrimonio immobiliare compresa nientemeno che la stessa sede dell’Asi, lo scandalo del centro direzionale della zona industriale ‘Campobello-Ravanusa’ costata 5 miliardi di vecchie lire lasciata distruggere dai vandali e in passato teatro di pascolo abusivo e di ricovero di cavalli usati per le corse clandestine, stanze piene di fatture non pagate, una montagna di crediti non riscossi, numerose sentenze esecutive mai onorate”. (Adnkronos)