Rapito Oscià, il falco sbarcato a Lampedusa che attendeva l’espatrio in Africa

E’ stato rapito Oscià, un raro esemplare di falco lanario in attesa dell’espatrio in Africa. Era arrivato meno di un anno fa a Lampedusa a bordo di un gommone con un gruppo di immigrati africani.

Era tenuto in cattività in una gabbia in possesso di un giovane migrante che aveva portato con sé il raro rapace sbarcato sulla più grande delle Pelagie poi sequestrato dalla Procura della Repubblica di Agrigento. Fu consegnato dalla polizia agli operatori del Centro di recupero fauna selvatica di Cattolica Eraclea, dove è stato messo a segno il raid vandalico durante il quale è stato portato via Oscià, che ha preso il nome della manifestazione promossa a Lampedusa da Claudio Baglioni.

 

Vandalizzati, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, il cancello e alcune voliere per la riabilitazione degli uccelli del Centro recupero in cui il falco è stato curato e accudito. Gli davano da mangiare tutti i giorni carni bianche, nel suo menù quaglie, polli, tacchini, conigli e pure pulcini. Solo carne fresca, almeno dai 150 ai 200 grammi al giorno, come gli altri uccelli ospiti del centro. Adesso Oscià è stato rapito e non si sa che fine ha fatto.

Oltre al falco lanario immigrato sono stati rubati un falco pescatore ed uno di falco pellegrino. Nel mercato nero degli uccelli varrebbero da 1000 a 1500 euro circa a testa, tra gli appassionati potrebbero valere  di più.  Sull’accaduto indagano i carabinieri di Cattolica Eraclea guidati dal maresciallo Liborio Riggi, al vaglio degli investigatori le immagini del circuito  di video sorveglianza del centro. Non è ancor chiaro se si tratta  di una raid vandalico fine a sé stesso quello che ha causato danni per circa un migliaio di euro al centro o se l’incursione possa celare qualche “messaggio” di altra natura. “Si tratta del più grave episodio avvenuto ai danni della struttura provinciale di recupero fauna gestita dal Cts-Ambiente – dichiara il veterenario Calogero Lentini, responsabile del centro -. Negli anni passati erano già capitati episodi vandalici, finestre rotte, furti di oggetti, ma adesso l’azione vandalica è stata più seria, è stato colpito anche il nostro impegno svolto con passione e professionalità, è a dir poco deprimente. Tra le vittime dell’incursione anche Oscià, il falco lanario di rara specie che vive in Africa e in Asia minore e non in Europa, finito a Cattolica Eraclea dopo lo sbarco a Lampedusa. Era già riabilitato e pronto a volare ma era ancora sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria – spiega il veterinario del Centro turistico studentesco Calogero Valenti – non poteva essere liberato in Italia, doveva tornare in Africa, si attendevano le autorizzazioni per l’espatrio”.

Da: Giornale di Sicilia