Racalmuto, tasse alle stelle: quella sui rifiuti a più di 5 euro a mq

Continua la protesta contro l’aumento della tassa sui rifiuti e non solo nella città di Leonardo Sciascia dove il Comune è stato commissariato per infiltrazioni mafiose. “La mano pesante dei commissari rischia di far morire Racalmuto, diciamo no all’aumento esagerato e ingiustificato della Tarsu e di tutte le altre imposte comunali”, scrive in un comunicato il Partito democratico cittadino coordinato da Totò Sardo e Federico Martorana.

“In un momento di grave difficoltà economica delle famiglie, degli esercenti, degli artigiani e delle imprese lo sconsiderato innalzamento dei tributi locali, che si aggiungono a quelli regionali e statali, rischia di strangolare definitivamente i racalmutesi e di spingerli verso la disobbedienza fiscale e forme violente di ribellismo sociale. Non è solo la Tarsu ad essere stata quasi raddoppiata (da 3,07 euro a  5,46 euro al  metro quadrato per abitazione) ma anche le altre imposte e tasse comunali sono state portate al massimo: Imu seconde case  10,6 %, Imu zona industriale 7,6 %, addizionale IRPEF 0,8%. Inoltre rischia di chiudere l’asilo nido comunale – sostengono i democratici di Racalmuto – per l’eccessivo aumento della tariffa  a carico degli utenti: quota fissa mensile 100 euro più 10 euro per ogni  1000 euro di reddito in più di 4.596 euro”. “Di fronte a questo stato di cose e allo sconcerto generale che tali decisioni hanno suscitato nel paese tanto da far sottoscrivere, in solo due giorni, ad oltre 3.000 cittadini una petizione popolare – conclude il comunicato – chiediamo il ritiro dei provvedimenti deliberativi adottati dai commissari e la riconferma delle tasse e delle imposte precedenti. Il Pd, inoltre, chiede formalmente un incontro con la commissione straordinaria per un confronto”. Intanto, per giovedì 6 settembre in piazza Castello, alle ore 18,30, è stata promossa una manifestazione “Regalpetra Libera Racalmuto” per dire “no all’aumento della tassa sui rifiuti”.