Inchiesta tangenti a Lampedusa, la Giunta Nicolini revoca incarichi a consulente

Sono stati revocati, con una delibera di giunta, tutti gli incarichi di direttore lavori all’architetto Gioacchino Giancone, il professionista attualmente sotto inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento per un presunto sistema di tangenti legato a concessioni edilizie illegali insieme all’ex sindaco Bernardino de Rubeis e ad altre nove persone tra tecnici e dirigenti comunali.

 

“Abbiamo sancito l’estraneità dell’architetto Giancone all’attività di questa pubblica amministrazione, notificando la decisione a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella realizzazione di opere pubbliche a Lampedusa e chiedendo a Giancone la restituzione immediata di tutta la documentazione riferita a lavori pubblici sull’isola in suo possesso”.

Così il sindaco delle Pelagie Giusi Nicolini spiega il provvedimento con cui la giunta ha esonerato da ogni incarico il consulente dell’ex sindaco De Rubeis. “Appurato come non esista alcun atto o documento che certifichi la legalità dell’incarico a Giancone di direttore lavori nei 5 cantieri che la precedente amministrazione gli ha affidato e alla luce del suo coinvolgimento nell’inchiesta penale in corso, abbiamo ritenuto doveroso e necessario azzerare i rapporti tra il comune di Lampedusa e questo consulente”.


E mentre la nuova giunta sta portando avanti l’azione di ripristino della legalità negli uffici comunali, a stretto giro ieri sono arrivate le motivazioni della sentenza con cui a luglio la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’ex capo dell’ufficio tecnico Giuseppe Gabriele, annullando il sequestro dei 112 mila euro in contanti rinvenuti in un appartamento a Licata, ma al contempo disponendo un nuovo esame davanti al tribunale di Agrigento. Nel dispositivo la Corte denuncia tra l’altro “l’allarmante diffusione della corruzione” nella pubblica amministrazione e invita gli organi inquirenti ad affinare la propria attività investigativa.

“Il lavoro di pulizia e riordino che abbiamo cominciato all’interno del comune è faticoso e delicato – chiosa il sindaco Nicolini -. Ma siamo convinti che solo così potremo garantire ai cittadini il diritto a una pubblica amministrazione onesta, trasparente ed efficiente. Accogliamo dunque con favore l’appello della Cassazione a una maggiore attenzione verso la corruzione, auspicando una sempre più stretta collaborazione tra le istituzioni per contrastare e ridurre con successo i fenomeni di illegalità”.