Memoria antimafia, Agrigento ricorda il giudice Livatino

Domani anche la città di Agrigento ricorderà il barbaro assassinio del giovanissimo giudice Rosario Livatino per mano di un gruppo di fuoco mafioso avvenuto il 21 settembre del 1990 lungo la statale Agrigento-Caltanissetta.

Un magistrato che si distinse per la sua integerrima moralità sia nella vita privata che in quella professionale dove operò contro il fenomeno mafioso nei confronti del quale mise a segno numerosi colpi, attraverso anche lo strumento della confisca dei beni ai boss incriminati.

Papa Giovanni Paolo II definì Rosario Livatino, il giudice ragazzino, martire della giustizia ed indirettamente della fede tanto che, nel luglio del 2011, l’Arcivescovo di Agrigento ha firmato il decreto per l’avvio del processo diocesano per la sua beatificazione.


“Sebbene siano passati 22 anni dalla morte del giudice Rosario Livatino – dice il sindaco di Agrigento Marco Zambuto – tutti noi ricordiamo con grande affetto, stima e commozione la sua impeccabile vita pubblica e privata, la sua dolcezza e bontà nonostante l’impegno duro della sua professione che lo videro combattente rigoroso e giusto contro il crimine e in difesa di una società libera dal male e dalla illegalità e fondata sui valori universali del cristianesimo.”

“Faccio appello a tutti i cittadini agrigentini – continua il sindaco Zambuto – perché nel giorno dell’anniversario della sua morte si possa non soltanto onorare e ricordare la figura di uomo retto e di magistrato coraggioso, quale fu il giudice ragazzino, ma raccogliere con autentico convincimento il vivido ed attualissimo messaggio di pace, purezza ed onestà che Rosario Livatino ancora ci trasmette”.