Ancora frane e paura sulla costa agrigentina, crollo a Zingarello

Ancora frane e paura sulla costa agrigentina. Dopo i crolli alla Scala dei Turchi di Realmonte e al Capo Bianco di Eraclea Minoa, è crollata stavolta una parete argillosa a strapiombo sulla spiaggia tra Zingarello e Punta bianca, nella zona sottostante il poligono di tiro Drasi, ad Agrigento.

Il crollo sarebbe avvenuto domenica pomeriggio, quando per fortuna in spiaggia non c’era nessuno, in mare diversi gommoni. Le foto, scattate da alcuni diportisti e pubblicate sulla fanpage Facebook di MareAmicoAgrigento, testimoniano la gravità della frana. Già in passato alcuni cedimenti di minore importanza si erano verificati nello stesso punto. La zona era già stata interdetta al transito e alla balneazione dalla capitaneria di porto di Porto Empedocle. Così come è avvenuto in varie spiagge dell’Agrigentino, vere e proprie “spiagge proibite” ma comunque in alcuni casi affollate  da bagnanti e turisti in barba ai rischi e alle ordinanze dei sindaci. Tutte zone di mare frequentate anche per l’attrazione delle argille benefiche da spalmare sul viso e sul corpo e che spesso si trovano in zone a rischio crollo per le caratteristiche proprie delle montagne argillose.

Nelle scorse settimane maxi frana di marna bianca invece vicino alla Scala dei Turchi, in quel tratto rischierebbe di sprofondare pure la strada. Nuovi crolli durante l’estate pure ad Eraclea Minoa, lo scorso luglio scampato pericolo per alcuni turisti passati qualche secondo prima di una nuova frana di marna proprio sulle cave di argilla. Proprio nel punto in cui dopo un crollo rimasero ferite due anni fa  due turiste palermitane. Vent’anni fa, a Linosa, il cedimento di una parete argillosa sulla spiaggia provocò la morte di tre ragazze napoletane in vacanze nell’isola delle Pelagie.

Ma crolli consistenti si sono registrati durante l’estate 2012 anche a Monte Stella tra la riserva naturale di Torre Salsa e Siculiana Marina così come alla “spiaggetta” della torre di Monterosso in territorio di Realmonte. Un problema noto alla capitaneria di porto e ai sindaci dei comuni interessati quello dell’erosione costiera e dei rischi per l’incolumità pubblica a causa dei crolli.

La capitaneria interviene monitorando la situazione, disponendo le ordinanze di interdizione e imponendo ai comuni la  messa in sicurezza dei siti in prossimità del demanio o sul demanio, anche con la sistemazione di segnali e barriere che però spesso vengono infrante senza cura dei pericoli. Per fortuna gli ultimi crolli si sono verificati quando in spiaggia non c’era nessuno e non c’è scappata la tragedia.