Memoria antimafia, 60°compleanno di Rosario Livatino: iniziative a Canicattì

Avrebbe compiuto 60 anni oggi il giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia quando ancora aveva 38 anni.

Per la ricorrenza l’Azione Cattolica Italiana della diocesi di Agrigento promuove una veglia di preghiera in memoria del magistrato antimafia per il quale è già stato avviato il processo per la beatificazione. L’appuntamento è alle 19.30 nella chiesa di San Domenico a Canicattì, la città natale di Livatino. In particolare, i giovani dell’Azione Cattolica agrigentina, dopo il momento di preghiera, raggiungeranno in corteo la casa della famiglia Livatino, seguendo idealmente il percorso che il giudice faceva per andare in parrocchia. I giovani, quindi, sui passi di Rosario Livatino per seguire l’esempio del laico, la testimonianza dell’uomo di fede. All’iniziativa parteciperanno gli amici, gli ex compagni di scuola e università, gli ex colleghi di lavoro e  le autorità. Il ricordo del magistrato ucciso il 21 settembre del 1990 lungo la Ss 640 mentre si stava recando a lavoro senza scorta corre anche sul web.


Centinaia di commenti e post su facebook e twitter ricordano Livatino spesso associato al giudice Antonio Saetta, anche lui di Canicattì, ucciso dalla mafia sulla stessa strada insieme al figlio il 25 settembre del 1988. “Rosario, la tua beatificazione, sarà il giusto contrappasso alla latitanza dello stato e una vendetta per quegl’infami che ti han chiuso gli occhi per sempre”, scrive  su facebook  Rosanna Sanavia.  “Rosario ci aiuterà da lassù, vicino a Colui che tutto può, tutte quelle persone che si affidano a lui ora come quando era in vita…”, posta Elena Saccomani. “Il giudice Saetta, riferimento di Rosario Livatino, fu ucciso per non essersi piegato di fronte alle pressioni mafiose, un dovere ricordarli”, twitta Sonia Alfano. “Stamattina non siamo stati al mare, ma a pregare un attimo sulla tomba di un grande uomo come il giudice Rosario Livatino”, scrive su Twitter Giovanni Graceffa. “Ragazzi non dimentichiamo mai di Rosario Livatino, merita di essere ricordato in egual modo di Falcone e Borsellino”, commenta su Facebook Vincenza Lionti. Vincenzo Gallo ricorda l’intervento del procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, nei giorni scorsi a Canicattì in occasione della “Settimana della legalità dedicata a Saetta e Livatino. Scarpinato ha parlato di “mandanti morali” chiedendo la riapertura delle indagini che hanno già portato alla condanna di killer e boss: “E’ stata un’analisi lucida e spietata! Vi consiglio di leggerla appena saranno pubblicati gli atti del convegno”. Due i dubbi sollevati da Scarpinato: “Livatino e Saetta sono stati uccisi perché scomodi alla mafia o sono state vittime del perverso intreccio tra mafia, politica, imprenditoria e massoneria?”. (CAGI)

 

Da: Giornale di Sicilia