Elezioni 2012, Brandara: ‘Il mio programma in 8 punti per cambiare la Sicilia’

E’ on line, anche in versione stampabile, sul sito www.mariagraziabrandara.it, il programma elettorale di Mariagrazia Brandara, candidata di Grande Sud per il rinnovo dell’Ars.  Otto punti per cambiare la Sicilia partendo dalla vivibilità e dal sostegno alle classi più deboli e proseguendo con il rafforzamento di settori produttivi come il turismo e la rete di piccole imprese.

 


Ecco in sunto i punti del programma della Brandara contenuti in un comunicato stampa: “1.Realizzare un disegno di legge per finanziare la “salvaguardia e valorizzazione dei centri storici con particolare riguardo ai centri colpiti da frane e dissesti idrogeologici. 2. Attuare una sburocratizzazione del sistema di licenze e autorizzazioni da concedersi con Dia, la Dichiarazione di inizio attività. 3. Porre in essere un Ddl per ridurre le spese di funzionamento dell’Ars attribuite ai gruppi parlamentari ed eliminare fondi riservati al presidente della Regione, che si sono trasformati negli anni in una “borsa” da cui prelevare a piacimento.   4.Realizzare con i fondi risparmiati iniziative come un assegno mensile di sussistenza alle casalinghe, previo riconoscimento lavoro casalinga. 5. Istituire un bonus per l’acquisto di pannolini e latte per le fasce più deboli. 6. Puntare alla stabilizzazione dei precari, attraverso una razionalizzazione del lavoro e una ridistribuzione degli stessi. 7. Abbattere i costi carburante per residenti in Sicilia. 8. Pensare ad agevolazioni per la costituzione e il funzionamento di piccole e medie imprese, che vadano a tamponare il vuoto occupazionale lasciato anche dai grossi impianti industriali, e che costituiscano una rete produttiva che meglio si sposa con la potenzialità turistica del nostro territorio”.

“Si tratta di idee semplici – spiega Brandara – ma che possono rappresentare un primo passo verso la normalizzazione di quest’isola, che spende ogni anno milioni di euro in stipendi per dipendenti pubblici di vario genere ma non riesce  a garantire i servizi minimi”.