La Scala dei Turchi tra ecomotri da abbattere ed ecomostri da salvare, parla il sindaco Puccio

REALMONTE. La città della Scala dei Turchi tra ecomostri da abbattere ed ecomostri da salvare. Dopo l’avviso della Procura della Repubblica di Agrigento dovrebbe essere demolito al più presto lo scheletro di cemento del complesso turistico alberghiero della Scatur s.r.l. di Porto Empedocle, costruito a fianco la Scala dei Turchi grazie a un piano di lottizzazione che negli anni ’80 fece scempio di uno dei tratti di costa più belli della Sicilia sottoposto a vincolo paesaggistico e oggi candidato a diventare patrimonio dell’umanità con il sigillo dell’Unesco.

“Accogliamo con favore il sostegno della Procura finalizzato ad abbattere l’ecomostro accanto alla Scala dei Turchi. Ci siamo messi subito a lavoro per capire quale è la situazione e quale iter seguire per la demolizione anche in virtù delle nuove leggi in materia. Abbiamo già recuperato tutti i documenti in nostro possesso sulla vicenda e abbiamo svolto un incontro con i dirigenti dell’Utc”, ha detto il sindaco di Realmonte Pietro Puccio intervenendo dopo che il sostituto procuratore della Repubblica, Antonella Pandolfi, con il coordinamento del procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo, gli ha notificato una ingiunzione a demolire la costruzione abusiva già nella “blacklist” del ministero dell’Ambiente tra gli ecomostri da abbattere. “Se non siamo intervenuti fino ad ora – sottolinea il sindaco Puccio – non è per qualche inadempienza da parte nostra ma perché il giudizio del Cga per quanto riguarda l’albergo di Scala dei Turchi è stato favorevole ai proprietari che addirittura hanno chiesto al Comune un risarcimento danni di 50 milioni di euro”.  Una struttura che fa rabbrividire i turisti che sempre più numerosi arrivano alla Scala dei Turchi.


Come d’altronde gli altri ecomostri poco più in là, verso il faro, a Capo Rossello, quelli che forse saranno salvati, almeno a metà. Furono costruite nel 1992 e nel 1994, dopo le denunce di Legambiente,  furono arrestati membri della commissione edilizia e alcuni imprenditori,  condannati prima e assolti poi. Arrivarono altre denunce di Legambiente, ma gli scheletri di cemento sono ancora lì sulle dune di sabbia dorata all’ombra della costa bianca.  “Qui la situazione è diversa – spiega il sindaco Puccio -. I titolari avevano la concessione edilizia in conformità ai pareri del Cru (Commissione regionale urbanistica dell’assessorato Territorio e Ambiente, ndr) che non è stata mai annullata. E diversamente da quello di Scala dei Turchi i lavori furono eseguiti in conformità al progetto iniziale. Mentre è in corso sulla vicenda un giudizio pendente davanti al Tar, i proprietari delle tre villette a Capo Rossello hanno presentato un progetto di completamento dell’opera che prevede la demolizione del primo piano, l’ultimazione del piano terra  e la rinuncia alla costruzione di altre villette inizialmente previste dal progetto. Per il Comune il parere potrebbe essere favorevole, ma si attende il parere della Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento”.

Calogero Giuffrida

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