VIDEO. Firetto verso l’Ars, comizio di chiusura a Porto Empedocle

Bagno di folla stasera in piazza Italia a Porto Empedocle, per il comizio conclusivo del candidato all’Assemblea regionale siciliana Lillo Firetto. Tanti gli empedoclini e numerose le delegazioni di amici e simpatizzanti che si sono riversati da tutta la provincia.

Una partecipazione che testimonia entusiasmo verso la sua candidatura, e dall’altro lato profonda indignazione per il momento economico che la Sicilia sta vivendo e per il modus operandi della classe politica che ha amministrato. Da questo malgoverno la provincia di Agrigento ne è uscita spezzata, e lo testimonia il suo posizionamento, sul basso fondo delle classifiche nazionali, per reddito pro capite.

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Il governo regionale ha dato vita ad uno spettacolo di sfacelo, lasciando irrisolte le questioni dei precari, dei forestali, i ritardi di pagamento per i lavoratori dell’Esa, ed il rischio dei pagamenti dei dipendenti regionali.

“Oggi – ha detto Firetto nel suo discorso – c’è bisogno di cambiare e di attuare un voto di protesta. Ma la soluzione non è l’antipolitica, risolvere le questioni è un tema complesso e non fa rima con audience e cabaret. Diversamente c’è bisogno di profondo silenzio e di riflettori spenti, di un grande moto di orgoglio.
Serve un voto utile e responsabile.”

Porto Empedocle, dove Lillo Firetto è stato rieletto sindaco con il 94 per cento dei voti, diventa un possibile modello da “esportare” a livello regionale. Un piccolo comune del profondo sud che ha ricevuto un tributo dal Ministero alle attività produttive per come ha affrontato la vicenda del rigassificatore e per il suo approccio al mondo industriale.


Porto Empedocle, che in questi anni ha trasformato il suo volto urbanistico ed infrastrutturale, ha consentito ai propri cittadini di mantenere tarsu e imu tra le più basse di tutta la provincia di Agrigento.

“La Sicilia degli ultimi anni – ha proseguito – è una Sicilia che non ha dato sul piano della concretezza e di questo siamo grandemente arrabbiati. Ci vuole un meccanismo di controllo per chi governa ed un ricambio della classe dirigente, per evitare l’assuefazione alla poltrona ed al potere, dimenticandosi dei problemi esterni e della vicinanza con la gente.

Amore per la propria terra non può essere semplicemente uno slogan, ma richiede una declinazione concreta ogni giorno per la propria comunità. In una provincia dove il consenso da sempre è “cammellato” e figlio di clientele, dobbiamo rispondere con il segno del fare per il collettivo.
Apriamo un ciclo nuovo che metta in soffitta i parolai, i tragediografi ed i chiacchiericci. Abbiamo davanti tempi difficili, e per questo servono gli artigiani della politica.
Grazie di cuore a tutti coloro, e sono tantissimi, che in questa campagna elettorale mi sono stati vicini. Andiamo avanti, andiamo a vincere”,  conclude Firetto.
Al termine del comizio il candidato Firetto è stato al centro di grandi attestazioni di affetto e di stima da parte di tutti i presenti.