Lampedusa, due arresti per ricettazione di rifiuti speciali

I Carabinieri della Stazione di Lampedusa, nell’ambito dei servizi finalizzati alla repressione dei reati contro il patrimonio, con specifico riferimento ai furti di rame nonché in materia di tutela ambientale,  a parziale conclusione di specifica attività investigativa, nella tarda mattinata hanno arrestato in flagranza Silvestro Sola, di 52 anni, residente a Lampedusa, già noto alle Forze dell’Ordine e Donato Sparma, di 45 anni, commerciante, pure domiciliato nell’isola, per le ipotesi di reato di ricettazione in concorso e trasporto non autorizzato di rifiuti metallici pericolosi.

 

I due dopo essere stati intercettati con pedinamenti e servizi di osservazione, all’interno dell’area portuale isolana sono stati sorpresi dai Carabinieri a bordo di due autocarri con circa dieci quintali di materiale in rame e ferroso.

Anche un altro soggetto D.B.M., sempre di Lampedusa, che in un primo momento aveva acquistato illegalmente i cavi elettrici rivenuti è stato segnalato dai militari dell’Arma in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento per ricettazione.


Il rame è risultato provento di un furto di circa 350 metri di cavi elettrici avvenuto il 10 dicembre ultimo scorso nella contrada “Ponente” dell’isola di Lampedusa.

L’interruzione del servizio pubblico e la denuncia in caserma hanno subito messo in moto le investigazioni dei Carabinieri che hanno portato all’individuazione dei ricettatori.

Ininterrotta è stata l’azione del personale dell’Arma dal momento della segnalazione in caserma a cura del responsabile della società “Selis”, erogatrice del servizio elettrico a Lampedusa, che negli ultimi giorni aveva costatato l’avvenuta asportazione dei 350 metri di filo di una linea per il collegamento da una cabina ubicata in contrada “Ponente”  e le abitazioni dell’intera zona.

Per i due arrestati ora è prevista la traduzione in terraferma e la successiva sottoposizione a giudizio direttissimo presso il Tribunale di Agrigento.

Ulteriori approfondimenti investigativi sono ancora in corso per risalire a coloro che hanno materialmente commesso il furto, considerato che i presunti ricettatori non hanno saputo/voluto sinora dare alcuna indicazione in tale direzione.

Rame, materiale ferroso ed autocarri utilizzati per il relativo trasporto sono stati ovviamente sottoposti a sequestro.