Stalking e violenza nell’Agrigentino, la voce delle donne: ‘Ora basta’

Violenza  e stalking contro le donne, comincia nel peggiore dei modi il 2013 nell’Agrigentino. Dai fatti di cronaca: a Ribera 23enne accoltella la fidanzatax, a Porto Empedocle 21enne picchia la sua ex.

Mentre arrivano le prime dieci richieste d’intervento a “Telefono Aiuto”, 223 sono state quelle del 2012.  Cosa sta succedendo? Cosa si potrebbe fare per arginare la violenza sulle donne? Quanto sono importanti le attività di sensibilizzazione? Cosa ne pensano le donne agrigentine?

“I numeri della violenza sulle donne, nonostante le varie campgne di sensibilizzazione, restano impressionanti, una mattanza – commenta Maria Grazia Brandara, presidente del Consorzio per la legalità e lo sviluppo che ha realizzato una casa famiglia per donne disagiate in una villa confiscata alla mafia – . La cultura del maschio che si impone con la forza sulla donna è ancora troppo forte, e se non si sconfiggeranno queste resistenze difficilmente la nostra società riuscirà a liberarsi di fenomeni di sopraffazione come ad esempio quello mafioso”.

“Dati allarmanti – afferma Lilly Mazza, responsabile del coordinamento donne provinciale della Cisl – che vedono carnefici e vittime di violenza anche ragazzi giovanissimi spesso sotto i 30 anni. Una volta accertato il reato, oltre a rendere più pesanti ed esemplari le pene, bisogna intervenire a livello culturale, partendo dalle scuole attraverso azioni formative mirate. In una  società moderna e liberale in cui le donne continuano a subire violenze morali e materiali – sostiene Lilly Mazza – è indispensabile lavorare per il rafforzamento delle strutture sociali e favorire una crescita culturale che generi nuova consapevolezza di sé”.

“Contro la violenza sulle donne proponiamo – dice Maria Iacono, candidata alla Camera dei Deputati – un piano nazionale con risorse certe che aiuti i centri antiviolenza, faccia prevenzione con le famiglie, le scuole, le istituzioni e promuova parità, rispetto e diritti. Bisogna impegnarsi anche per la promozione di politiche concrete che aiutino le donne ad essere attive e protagoniste”.

“Circa 120 le donne italiane che ogni anno vengono uccise e una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale nel corso della proprio vita. Il femminicidio in Italia – dice Ninetta Salvaggio, consigliere comunale di Cattolica Eraclea – resta un problema gravissimo  e combatterlo è un obbligo internazionale, ricordo in tal senso il richiamo dell’Onu al Governo”.

“Bisogna insegnare il rispetto delle donne nelle scuole insieme alla matematica e alla letteratura. Proprio su questo argomento sto lavorando ad un progetto insieme ad un gruppo di imprenditori sensibili  e all’associazione Kermes. Lo scopo ¬ – afferma Fatima Costa responsabile di adagrigento.it – è quello di dare un segno molto forte contro la violenza sulle donne, uno schiaffo alle coscienze anestetizzate dai media”.

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