Porto Empedocle, ispezione antimafia nel cantiere Ciuccafa

Ispezioni antimafia nell’ambito dei compiti di monitoraggio delle imprese impegnate nei lavori relativi alla realizzazione di opere pubbliche.

Ieri, personale  della Direzione Investigativa Antimafia di Palermo, Agrigento e Trapani, con il coordinamento dei Prefetti di Trapani,   Marilisa Magno, e di Agrigento,  Francesca Ferrndino,  ha effettuato,  accessi ispettivi presso i cantieri di: Porto Empedocle (AG), realizzazione della rotatoria sulla statale 115 e svincolo a raso in c.da Ciuccafa (spesa prevista euro 950.000,00), Erice C.da Pizzolungo (TP), opere di messa in sicurezza della Via Enea (spesa prevista  euro  1.595.385,00); Erice (TP), c.da Napola, realizzazione di un bocciodromo (spesa prevista euro 618,583,00).Castelvetrano (TP), realizzazione del Centro comunale polifunzionale della città di  Castelvetrano (spesa prevista euro 3.446.000,00); Castelvetrano (TP) ripristino manto stradale di diverse strade del comune di Castelvetrano (spesa prevista euro 358.270,00).

Tale attività, inserita   nelle  disposizioni di cui al decreto interministeriale del 14 marzo 2003, sul monitoraggio   delle opere pubbliche, è finalizzata a prevenire le infiltrazioni mafiose nei cantieri di lavoro. Il controllo della DIA, in attuazione della normativa vigente, è stato effettuato in sinergia con i previsti “Gruppi Interforze” – Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Ispettorato del lavoro e Provveditorato OOPP.-. L’accesso ai cantieri, avvenuto in maniera da non ostacolare la normale attività, ha permesso il controllo di 14 imprese,  37 persone e 24 mezzi. Nel corso dei controlli  sono state rilevate alcune violazioni inerenti le norme sull’assunzione dei lavoratori e contestate quelle in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

L’assetto societario delle imprese impegnate nei cantieri, i rapporti contrattuali in essere, le relative maestranze identificate ed i mezzi d’opera individuati, verranno sottoposti ad approfonditi accertamenti e riscontri, al fine di rilevare eventuali condizionamenti da parte della criminalità organizzata. Proprio per scongiurare ciò,   si rivelano sempre più incisivi i controlli che la Dia esegue direttamente sui cantieri al fine di acclarare, anche nella fase di esecuzione delle opere, la sussistenza dell’eventuale condizionamento mafioso.

Tale attività di prevenzione, negli ultimi anni, effettuata nell’ambito di una più vasta quotidiana attività di intelligence su tutte le grandi opere pubbliche e sui lavori pubblici in genere, ha, sino ad ora, permesso alla Dia di appurare diverse situazioni di controindicazione ai fini antimafia a carico di imprese  impegnate nei lavori di realizzazione di importanti opere pubbliche, nei confronti delle quali le stazioni appaltanti, opportunamente sensibilizzate, hanno provveduto a rescindere i contratti, in precedenza stipulati, per importi di rilevante entità.