Incendio sulla ‘Palladio’: continuano i disagi, proteste su facebook

Continuano i disagi legati ai collegamenti marittimi sulla tratta Lampedusa – Porto Empedocle. Nemmeno ieri ha levato le ancore il traghetto Paolo Veronese arrivato in sostituzione della Palladio dopo l’incendio che martedì scorso ne ha distrutto la sala motori.

La motonave, più piccola di quella che sostituisce, è rimasta in porto per avverse condizioni meteorologicohe. Non è stato possibile nemmeno ieri quindi fare ritorno a Lampedusa o Linosa con i propri mezzi per i 38 passeggeri sbarcati nella notte tra martedì e mercoledì con le procedure d’emergenza attivate dall’equipaggio e dalla Capitaneria di porto a causa del rogo scoppiato a bordo per cause ancora in corso di accertamento. Già aperte un’indagine ammnistrativa da parte della capitaneria di porto e un’indagine interna da parte della compagnia, una prima informativa è stata inviata alla Procura della Repubblica di Agrigento.

Ieri, intanto, la Compagnia delle Isole – Siremar ha comunicato agli utenti su facebook “che, nell’esigenza di ripristinare la linea Porto Empedocle-Isole Pelagie a seguito dell’avaria della nave Palladio, si è proceduto ad una rotazione tra alcune unità in flotta, tenuto conto della necessità di assicurare comunque l’equilibrio generale di tutti i servizi, per cui la corsa prevista l’8 febbraio 2013 da Napoli per Eolie – Milazzo è omessa, in attesa di reperire idonea unità,  dalla prossima settimana la linea possa essere assicurata nuovamente”.

Sul social network, dopo le dichiarazioni della compagnia, è scoppiato il putiferio, numerosi i commenti. “L’equilibrio delle Pelagie lo assicurate sempre con la vetusta ed impresentabile Paolo Veronese. Ma di quale equilibrio parlate?”, posta Andrea Pavia. Aggiunge Anna Maria La Rosa: “Ma siete una compagnia delle isole o un agglomerato di bagnarole fatiscenti e puzzolenti che spacciate per flotta navale? Io propendo per le bagnarole, è una vergogna”. “Non si deve fare attraccare la Paolo Veronese ma mandarla indietro e ora di fare sentire le nostre grida, non si può vivere ancora con queste navi che fanno schifo”, scrive Maryangela Laterza. “Perchè – chiede Lino Maraventano – non provate a viaggiare voi con le vostre famiglie?”.

“Siate onesti a restituire tutti i compensi ricevuti per un servizio che non espletate. Ogni viaggio non effettuato – posta Salvatore Gregorio Spata – dovrebbe essere stornato dall’intera somma deliberata. Bello guadagnare facile vero? La cuccagna prima o poi finirà”.