Furti di rame: tre arresti a Raffadali, nuovo colpo a Villaggio Mosè

RAFFADALI. Sono stati sorpresi dai carabinieri in flagranza di reato mentre erano intenti ad asportare cavi elettrici da un’abitazione privata alla periferia del paese. Così sono stati arrestati ieri mattina, dai carabinieri della stazione di Raffadali coordinati dalla compagnia di Agrigento, Carmelo Pedalino  e Francesco Carbone, entrambi quarantenni agrigentini residenti nel quartiere di Fontanelle.

I due uomini, che sono accusati di furto di rame, dopo le formalità di rito in caserma, su disposizione del pubblico ministero  Santo Fornasier  sono stati sottoposti agli arresti domiciliari nelle proprie abitazioni. Stamattina per loro è previsto il processo con il rito direttissimo. Carmelo Pedalino Francesco Carbone sono  difesi dall’avvocato Daniele Re.

E a proposito di furti di rame ennesimo colpo messo a segno  ieri notte al Villaggio Mosè, quartiere agrigentino già preso di mira nei giorni scorsi. Rubati da ignoti ladri altri 600 metri di cavi elettrici. I malviventi, stavolta, sono entrati in azione in contrada Limblici dove sono stati trafugati 600 metri di cavi dell’alta tensione di proprietà dell’Enel che ha denunciato il furto ai carabinieri di Agrigento.

E’ massima l’attenzione delle forze dell’ordine contro le bande di ladri di oro rosso in azione quotidianamente nell’Agrigentino. Il rame vale qualcosa come quattro euro al chilo nel mercato nero della ricettazione, per questo fa gola a molti malviventi che spesso rischiano anche la vita. I continui furti causano spesso disagi nelle zone colpite da lunghi periodi di blackout che spesso mettono in seria difficoltà le aziende del territorio.