Ecomostri Lido Rossello, il Tar: al via la demolizione

REALMONTE. Va in fumo il progetto di una decina di villette in riva al mare accanto alla Scala dei Turchi. Oltre all’ecomostro-simbolo dovranno essere abbattuti al più presto anche gli scheletri di cemento armato che deturpano la spiaggia di Lido Rossello.

A decidere il destino degli ecomostri di Realmonte, dopo anni di proteste ambientaliste e inchieste della magistratura, sono stati i giudici del Tar respingendo la richiesta di annullamento dell’ordinanza di demolizione emessa dal sindaco Piero Puccio su sollecitazione della Procura della Repubblica di Agrigento. E’ stata rigettata anche l’istanza della sospensiva cautelare proposta con il ricorso dei proprietari. Non è stata fissata nuova udienza. Secondo i giudici della seconda sezione del tribunale amministrativo regionale  – Filippo Giamportone presidente, Roberto Valenti  consigliere estensore, Maria Barbara Cavallo, primo referendario – “il ricorso non appare allo stato munito del necessario requisito del fumus boni iuris per cui va respinta la domanda di sospensione”.  A proporre il giudizio sono stati i proprietari degli immobili costruiti negli anni ’90; si tratta di Francesco Giuseppe Fugallo, Pietro Fiorica, Alfonso Fiorica, Mariantonia Cusumano, Giuseppe Cottone, Rossana Fiorica, Pietro Incardona, Pasquale Iacono, Leonardo Incardona, Angelo Incardona, che sono stati rappresentati e difesi dagli avvocati Silvio Miceli e Calogero Noto Millefiore. Oltre al Comune di Realmonte, rappresentato dall’avvocato Margherita Bruccoleri, si sono costituiti in giudizio il comitato regionale di Legambiente e il FAI,  con il patrocinio degli avvocati Daniela Ciancimino e Nicola Giudice. “Anche per questi immobili di Lido Rossello si seguirà lo stesso iter per quello della Scala dei Turchi – spiega il sindaco Puccio -. I proprietari dovranno presentare il progetto per la demolizione a proprie spese e il Comune rilascerà il nullaosta. Poi si dovrà presentare il piano di sicurezza, nominare il direttore dei lavori e comunicare data d’inizio. Non dovrebbe essere necessaria una conferenza dii servizi poiché sembrano più semplici i lavori di ripristino dei luoghi”. Se non saranno i proprietari a intervenire sarà il Comune  a farlo che poi si rivarrà sulle spese.

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