Canicattì, riaperto dal Tar locale chiuso ‘ingiustamente’ dal Comune

Riaprirà i battenti il locale della signora M.F., 47 anni, di Canicattì, che era stato chiuso dal per avere esercitato l’attività di somministrazione di alimenti e bevande anche in spazi non previsti nell’autorizzazione amministrativa.

Lo hanno deciso i giudici del Tar di Palermo accogliendo il ricorso presentato dalla donna canicattinese contro il Comune di Canicattì, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Maria Ausilia Corsello, per chiedere l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza avente ad oggetto la chiusura del locale. Si è costituito in giudizio il Comune, nella persona del sindaco Vincenzo Corbo rappresentato e difeso dall’avvocatura comunale, per chiedere il rigetto del ricorso previa reiezione della richiesta di sospensiva. La terza sezione del Tar di Palermo – ritenendo  fondata la censura  formulata dai difensori  circa l’illegittimità della totale inibizione dello svolgimento dell’attività commerciale anche nella parte dell’immobile conforme alla regolamentazione urbanistica ed edilizia – ha  accolto la domanda di sospensione dell’esecuzione dell’ordinanza nella parte in cui si dispone la chiusura dell’intero esercizio commericale. Per effetto dell’ordinanza del Tar, quindi, la ricorrente potrà riprendere l’attività di somministrazione di alimenti e bevande nel proprio esercizio tranne che nello spazio non previsto dall’autorizzazione amministrativa.