Beni confiscati a Cattolica, in progetto un centro di accoglienza nella casa del boss

CATTOLICA ERACLEA. Un centro d’accoglienza per immigrati da realizzare nella villa incompleta confiscata al presunto boss Domenico Terrssi. Il progetto è dell’Onvigi di Cattolica Eraclea, associazione impegnata nel volontariato di protezione civile, alla quale il Comune ha già assegnato un immobile di circa duecento metri quadrati e un terreno in contrada Perrone, alla periferia del paese sulla strada che porta a Cianciana.

“Chiederemo un finanziamento attraverso i bandi Pon Sicurezza del ministero dell’Interno per realizzare un centro di accoglienza per immigrati e persone disagiate nell’immobile che ci è stato assegnato dal Comune”, fa sapere il responsabile dell’Onvigi Vito Salvo. L’idea piace anche il sindaco Nicolò Termine già alle prese con altri quindici beni confiscati da gestire tra case e terreni. Uno degli appartamenti confiscati a Terrasi in via Enna è stato riqualificato dal Comune che lo ha adibito ad ufficio del giudice di pace, ma i tagli agli uffici giudiziari non ne permetteranno l’apertura.

“Adesso – dice il sindaco – lo assegneremo o alle suore di Sant’Anna o al centro don Minzoni. Abbiamo intenzione – proegue Termine – di ristutture anche un altro degli appartamenti confiscati alla mafia e abbiamo chiesto i finanziamenti alla Regione siciliana. Per la gestione dei terreni è nostra intenzione – aggiunge il primo cittadino – completare l’iter d’adesione al Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo e offriamo sin da subito la nostra collaborazione a creare un eventuale staff regionale con i tecnici dei Comuni per la progettazione relativa ai beni confiscati, così come proposto dal presidente del cda del Consorzio Maria Grazia Brandara, in modo da poterli utilizzare a fini sociali tentando di creare posti di lavoro”.

Intanto, a proposito di beni confiscati ai boss nell’Agrigentino, definito il programma dei campi di volontariato antimafia a Naro promossi da Libera di don Luigi Ciotti. Dal 29 luglio al 4 agosto, e poi di nuovo dal 19 agosto al 25 agosto, 56 volontari provenienti da ogni parte d’Italia e che saranno ospitati nel centro realizzato in contrada Robadao, saranno impegnati in diversi incontri sui temi della legalità e della lotta alla mafia e in lavori agricoli che prevedono l’espianto di un vigneto in un bene confiscato assegnato alla coop “Rosario Livatino” e la pulizia e il ripristino delle terre che circondano il bene di contrada Robadao dove già stanno crescendo i frutti della legalità.