‘Detenuto ingiustamente per mafia’, indennizzo da 95 mila euro per Andrea Amoddeo di Cattolica Eraclea

Un risarcimento di 235 euro per ogni giorno passato ingiustamente in carcere, più una ulteriore somma per i danni morali subiti: in totale fanno 95 mila euro. E’ stato concesso ad Andrea Amoddeo, 49 anni, di Cattolica Eraclea, arrestato e poi assolto nell’ambito dell’operazione animafia “Minoa” scattata all’alba del 27 novembre 2009.

La sentenza è della quinta sezione penale della Corte d’Appello di Palermo che ha accolto l’istanza per ottenere l’indennizzo per ingiusta detenzione formulata dagli avvocati Ignazio Martorana e Nino Gaziano. Andrea Amoddeo, genero del presunto boss del paese Domenico Terrasi e fratello di Gaetano, il mafioso famoso per la sua fuga in Canada nella notte della maxi retata Akragas e per il coinvolgimento nel delitto del maresciallo Giuliano Guazzelli, secondo i giudici, è rimasto ingiustamente in carcere per 377 giorni che moltiplicati per 235 euro al giorno fanno circa 88 mila euro, più 7 mila euro di danni morali.

 


Dopo l’arresto, il Tribunale del Riesame di Palermo, il 22 dicembre 2009, annullò l’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal Gip di Palermo, Silvana Saguto, su richiesta del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Fernando Asaro – per insussistenza dei gravi indizi di reato e Amoddeo fu subito scarcerato. Ma tornò in cella subito dopo il Natale del 2010 con la sentenza di primo grado nel processo abbreviato davanti al Gup di Palermo Mario Conte che lo condannò a otto anni. Tornò in libertà il 14 dicembre 2011 quando fu poi assolto, con formula piena “perché il fatto non sussiste”, dalla Corte d’Appello presieduta da Insacco (consiglieri a latere Binenti e La Commare). Con la decisione di ieri i giudici hanno quindi riconosciuto ad Amoddeo di avere patito la detenzione ingiustamente stabilendo l’indennizzo da 95 mila euro che gli dovrà essere risarcito dal ministero della Giustizia. L’inchiesta “Minoa”, che portò a sette arresti tra Cattolica Eraclea, Montallegro e Ribera, non ha in gran parte retto al dibattimento. Sono stati assolti oltre ad Amoddeo anche Francesco Manno (pure lui risarcito con 95 mila euro), Giuseppe Terrasi, Gaspare Tutino, Paolo Miccichè, Marco Vinti. La condanna è arrivata solo per Domenico Terrasi (a 12 anni) e Damiano Marrella (8 anni), entrambe le pene ridotte in Appello poiché in tutti è caduta l’aggravante di essere rispettivamente i capimafia di Cattolica Eraclea e Montallegro che fanno parte del mandamento di Ribera.