Agrigento, l’ambientalista Claudia Casa denuncia atto vandalico contro la sua auto

Denuncia dell’ambientalistra agrigentina Claudia Casa. Ecco il documento integrale. “Mi sono determinata a scrivere e rendere pubblica questa nota dopo un’attenta riflessione perché sono certa che, da questo momento in poi, alcune aree di parcheggio del centro cittadino di Agrigento diverranno per me “off-limits” e mi converrà, da oggi in poi, evitare accuratamente di lasciare la mia auto in sosta soprattutto nella zona di Piazza Vittorio Emanuele.

Ho ritenuto, però, che fosse giunto il momento di dare voce a tutti quegli automobilisti, agrigentini e non, che non interpretano le regole a convenienza ma le osservano diligentemente e che, proprio per questo motivo, meriterebbero una maggiore attenzione ed una miglior tutela da parte di chi, appunto, ha il compito di far osservare quelle regole a tutti e di sanzionare chi le disattende. Vado, quindi, ai fatti. Nel pomeriggio di venerdì scorso, 31 maggio, intorno alle 17:00, dovendomi recare ad una riunione del Presidio agrigentino di Libera, scelgo di parcheggiare l’auto nell’apposita area a ciò adibita in Piazza Vittorio Emanuele, precisamente in quella a fianco del Comando dei Carabinieri e di fronte alla Questura. Trattandosi di parcheggio a pagamento provvedo a dotarmi dell’apposito ticket, acquistandolo attraverso il distributore (o parchimetro che dir si voglia) ubicato nei pressi della stessa area. Da lontano i “soliti noti” che presidiano la zona per imporre l’altrettanto ben nota “sovrattassa” mi osservano compiere tutte queste operazioni che, evidentemente, risultano loro “indigeste”, perché non consentono appunto di applicare l’usuale “pizzo” in capo al malcapitato automobilista. Ritorno a prendere la mia auto intorno alle 19:30, ad una prima sbrigativa occhiata mi sembra tutto in ordine, il gruppetto è sempre lì che mi guarda con aria torva ma non me ne curo affatto. Torno a casa e, nell’accingermi ad aprire il portellone posteriore dell’auto, mi accorgo del “regalino” che mi è stato proditoriamente fatto: graffi di ogni tipo sulla carrozzeria, inclusa la classica “x” che, in questi casi, sa pure di macabro. Ho lasciato trascorrere qualche giorno prima di denunciare pubblicamente questo fatto, da un lato perché impegni di lavoro mi hanno impedito di essere più tempestiva, dall’altro perché mi sono chiesta e richiesta: “Ma se questa gente continua a praticare indisturbata questi soprusi svolgendoli non solo alla luce del sole ma per di più in una zona che ospita i massimi presidi delle Forze dell’Ordine, è più conveniente per me fare finta di niente ed inghiottire l’odiosa angheria, oppure è più giusto animarsi di sano coraggio e farsi portavoce di tutti coloro che hanno subito, subiscono ed ancora subiranno azioni del genere se nessuno degli Organi preposti si deciderà una volta e per sempre a punirne severamente e definitivamente gli autori?” Alla fine ho scelto: starsene in silenzio non paga mai, l’onestà e la correttezza non possono sempre soccombere alle prepotenze ed alle attività illegali. E se tutti alzassimo la testa e chiedessimo a gran voce i nostri diritti probabilmente chi oggi inopportunamente tollera dovrebbe per forza di cose sgranare gli occhi ed agire di conseguenza. A buon intenditor non credo servano altre parole …”