Siculiana Marina, apre a luglio centro ambientale realizzato nelle terre dei boss

Ambiente e legalità, vede la luce bene confiscato alla mafia a Siculiana Marina. Risolti dopo dieci mesi i problemi legati all’installazione del contatore elettrico dell’Enel, è adesso quasi tutto pronto per l’inaugurazione ufficiale, prevista a luglio, del centro di educazione all’ambiente e per la fruizione del mare realizzato dal Consorzio agrigentino legalità e sviluppo e assegnato, con bando pubblico, all’associazione temporanea di scopo composta da Wwf, Legambiente e Marevivo.

“La prossima settimana faremo un incontro con Legambiente e Marevivo – informa il presidente dell’Ats, Pierfrancesco Rizza, consigliere nazionale del Wwf – per definire gli ultimi lavori da fare prima dell’inaugurazione. Purtroppo abbiamo avuto degli imprevisti di diversa natura ma alla fine ce l’abbiamo fatta”. “Questa è un’ottima notizia, si è perso fin troppo tempo, sarà una nuova sede importante per promuovere iniziative di sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente e per una migliore fruizione del mare nella riserva naturale orientata di Torre Salsa”, commenta il presidente regionale di Marevivo Fabio Galluzzo.


Il centro per l’ambiente, nei mesi scorsi, balzò agli onori delle cronache per via dell’assunzione, da parte del Wwf, del figlio del presunto boss siculianese Gigi Caruana, alla cui famiglia era stato confiscato proprio il terreno in cui è stata realizzata la struttura. “Il ragazzo, da tempo volontario del Wwf, fu assunto per un periodo determinato e il contratto ora gli è scaduto. In ogni caso – spiega Rizza – il giovane, con una fedina penale illibata, era stato assunto per le iniziative del Wwf e non per la gestione dell’immobile. Abbiamo fornito tutte le delucidazioni richieste agli organi di competenza”.

“L’apertura del centro per l’educazione ambientale a Siculiana Marina è una notizia che ci rende davvero felici, si raccolgono finalmente i frutti, dopo il superamento di varie difficoltà, di quanto realizzato in quel territorio fortemente condizionato dalla criminalità organizzata. Una raccomandazione – dice Maria Grazia Brandara, presidente del Consorzio agrigentino legalità e sviluppo – è quella di fare la massima attenzione nella gestione di tutti i beni confiscati e nella conduzione delle attività che vi si promuovono. Dal punto di vista pedagogico – aggiunge – l’utilizzo dei beni confscati è molto importante poiché rappresenta uno dei segni più tangibili di una nuova cultura che coniuga sviluppo e legalità, occorre andare avanti in questa direzione e nell’Agrigentino ci sono molti beni da riqualificare e gestire. Bisogna però che l’Ars risolva per via legislativa alcuni problemi che spesso ostacolano, o comunque ritardano, il riutilizzo a fini sociali dei beni sottratti a Cosa nostra”.

Calogero Giuffrida

Da: Giornale di Sicilia