Sventola il tricolore sulle macerie dei tre ecomostri di Lido Rossello

Sventola il tricolore sulle macerie dei tre ecomostri di Lido Rossello. Il giorno dopo le demolizioni storiche, attese per oltre venti anni tra proteste e processi, le ruspe dell’impresa Scirè continuano a lavorare per ripristinare l’area e smaltire i detriti di cemento e ferro che sfregiavano la spiaggia accanto alla Scala di Turchi. Quello sperimentato dalla Procura della Repubblica di Agrigento diventa così “modello antiabusivismo” in tutta Italia, mentre Legambiente protesta contro il ddl approvato in Commissione Giustizia al Senato che “vuole togliere alle Procure la competenza in materia di esecuzione delle demolizioni”. “Spiegateci come avete fatto a giungere davvero alla demolizione di questi scheletri, noi non ci stiamo riuscendo”, ha chiesto ieri un sindaco del Salernitano, alle prese con immobili abusivi da abbattere, chiamando al telefono il collega di Realmonte Piero Puccio che subito gli ha spiegato il sistema: “Abbiamo fatto il nostro dovere e, rispettando le prescrizioni della Procura, abbiamo emesso le ordinanze di demolizione. Ci siamo costituiti in giudizio davanti al Tar e al Cga a difesa dei nostri provvedimenti e alla fine i proprietari hanno demolito gli immobili, altrimenti rischiavano di perdere anche la proprietà dei terreni”. Anche il panorama ora da Lido Rossello è diverso: la Scala dei Turchi, che punta ad essere riconosciuta come Patrimonio Unesco, appare in tutto il suo splendore. “Stiamo preparando un progetto per illuminarla anche la sera – fa sapere il primo cittadino -. E durante l’estate, in collaborazione con Legambiente, sia a Scala dei Turchi che a Lido Rossello, organizzeremo delle iniziative di sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente che va sempre più valorizzato e promosso anche in termini di sviluppo turistico ed economico, il nostro territorio ha enormi potenzialità”.