Ardizzone ai sindaci: “Più collaborazione tra Comuni e Parlamento”

”Il Comune e’ l’ente piu’ vicino ai cittadini, ai loro bisogni, alle loro attese e per questo motivo rappresenta, senza ombra di dubbio, il vero front office della pubblica amministrazione. Se il Comune fallisce la comunita’ soffre. Se il Comune fallisce e’ lo Stato che fallisce. Sono, pero’, consapevole delle difficolta’ che i sindaci incontrano, a causa dell’attuale crisi finanziaria ed economica, nell’operare quotidiano e nell’assicurare, in alcuni casi, i servizi minimi essenziali”. Lo scrive il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, in una lettera di congratulazioni e auguri di buon lavoro inviata ai 142 neo sindaci dell’Isola. ”Questi nuovi tempi – continua Ardizzone – impongono un cambiamento innanzitutto nel modo di pensare la cosa pubblica e, quindi, nell’agire politico e amministrativo. E’ richiesto un modello fondato su una visione del futuro della comunita’ e, innanzitutto, sulle proprie risorse, territoriali, economiche, storiche e vocazionali. Un modello che punti all’utilizzo delle risorse finanziarie per dare servizi alle persone, alle famiglie e alle imprese, con costi plausibili e sostenibili. Solo in questo modo potremo avviare un percorso di lunga durata – spiega il presidente dell’Ars – che ci consenta di uscire da questa fase di generale insoddisfazione, di diffuso sentimento di precarieta’ e di conflittualita’ non sempre latente. Un percorso che restituisca dignita’ e fiducia alle Istituzioni, dignita’ e fiducia in se stessi ai tanti in cerca di un lavoro”. Nella nota, il presidente Ardizzone annuncia che l’Assemblea fara’ la propria parte, rispettando il ruolo del Comune e cercando di essere vicina alle legittime istanze dei cittadini. Per fare cio’, pero’, ”e’ auspicabile una maggiore collaborazione fondata sul senso di responsabilita’ istituzionale per affrontare insieme le tante problematiche, spesso spinose, con le quali si confrontano quotidianamente le amministrazioni comunali. Una collaborazione – conclude – alla luce del principio di sussidiarieta’ molto proclamato, ma tanto poco esercitato nella concreta esperienza istituzionale e legislativa”. (Adnkronos)